Sul problema del randagismo a Catania e provincia

Seduta del Consiglio Provinciale dedicata al randagismo (resoconto stenografico)

Intervento del consigliere Enzo D’Agata:

«Grazie Presidente, Assessori e colleghi. Arriviamo a questo Consiglio per cui stasera trattiamo questo scottante argomento, anche se forse ci arriviamo in maniera intempestiva perché l’Amministrazione aveva già predisposto un’apposita convenzione che a breve questo Consiglio dovrà trattare, però l’occasione è opportuna per scambiarci riflessioni, confrontarci ed arrivare al dibattito sulla convenzione con le idee più chiare. Quindi, mi sono documentato e spero di dare a questo Consiglio qualche spunto di riflessione; perché, vedete cari colleghi, in Sicilia abbiamo la legge 281 del 2000 e che stranamente diventa operativa solo nel 2007 e questa è la prima stranezza; poi nel Comune di Catania già nel 99 era attiva una Delibera di giunta, una convenzione con i privati che poi è andata disattesa nel tempo. I privati che ricoveravano i cani non sono stati pagati, c’è stato un debito che è lievitato in maniera abnorme, ho letto dei dati assurdi…, 2 milioni e mezzo di euro che con una trattativa il Comune ha ridotto ad un 1.600.000 euro, comunque delle cifre enormi; leggendo queste carte mi sono accorto che la convezione per un singolo cane è 3 euro al giorno e 4 per quelli grossi ed ancora peggio è che la carcassa di un cane ci costa 70 euro. quindi, ci rendiamo conto di come questo sia un grande affare per pochi, per pochi privati, che poi non sono nemmeno controllati su quello che danno da mangiare ai cani. Dicevo che questo Consiglio nasce sull’onda emotiva di quello che è successo il mese scorso con i tragici fatti di Acireale e quello che era successo prima nel Ragusano, che ha creato un grosso danno di immagine alla Sicilia, abbiamo avuto molte disdette di turisti e quindi è un grosso danno di immagine e di civiltà perché questi casi causano una psicosi. Il turista che disdice la vacanza in Sicilia…, a questo si affianca la mia paura di vedere un cane per strada e trasmettere ai miei figli un cattivo rapporto tra uomo e animale e qualcuno che ama gli animali ancora meno di me, pensa di farsi giustizia da solo e da la polpetta avvelenata, gli arriva addosso con la macchina ed anche per questo abbiamo registrato nella cronaca locale dei fatti, tipo quelli di Pedara, con 100 cani avvelenati … Quindi, ripeto, riguardando queste carte vediamo che la regione Sicilia tra il 2003 e il 2008 ha preso 3 milioni di euro. Vedete, secondo me il randagismo è figlio di Amministrazioni incapaci…; questi soldi i Comuni perché non li hanno presi, stante che canili comunali in Provincia di Catania non ce ne è? Tutto è affidato ai privati. Quindi, o c’è la convenienza o incapacità o c’è qualche grande affare sotto. Su questo bisognerebbe riflettere perché se non sono stati chiesti…, oppure che fine hanno fatto questi soldi…, ecco bisogna chiedersi questo perché di soldi di contribuenti parliamo, anche perché l’80’% del randagismo è proprio in Sicilia. Quindi, io ritengo che bene ha fatto l’Amministrazione ad occuparsi di questo problema e nella fattispecie il dr. Ferrera che già aveva seguito questa problematica da assessore al Comune di Catania, bene ha fatto a predisporre lo schema di convezione tipo ai Comuni e spero che i Comuni aderiranno; se c’è da migliorare la convenzione lo faremo insieme in aula. Dobbiamo dare ordine al Settore. Vediamo di fare rispettaree l’obbligo di legge per l’applicazione dei microchip su tutti i cani, creare questa anagrafe canina, provvedere alla sterilizzazione ove occorra e poi, se mi permettete, facciamo anche pubblicità sull’adozione dei cani dei canili.  Magari con contributi per le spese veterinarie. Risparmieremmo i soldi per il ricovero dei cani, aumenteremo una forma di migliore convivenza fra uomo e animale che, poverino, se è abbandonato, non ha cosa mangiare, è chiaramente portatore di malattie, di fame e di aggressività. Quindi, miglioriamo la nostra civiltà. Sarebbe un bene per tutti. Ed attiviamo anche (e finalmente, direi) delle sinergie con le associazioni animaliste, con l’ordine dei veterinari, con l’Usl e con i Comuni. questa sinergia farà sì che non si ripeteranno i fatti gravi che sono accaduti. Grazie».

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