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	<title>Enzo D'Agata - il Blog</title>
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	<description>Libere riflessioni sulla politica siciliana e catanese</description>
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		<title>L&#8217;agricoltura sta morendo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento del capogruppo della lista “Con Nello Musumeci per la Provincia” nella seduta di Consiglio del 25.01.2010 sulla crisi del comparto agricolo &#8220;L’agricoltura sta morendo&#8221; titolava poco tempo fa un giornale. Ed è proprio così. Infatti, i dati sono disastrosi. Cerco di spiegarne alcuni. Crollo verticale del prezzo del grano duro, venduto 13 – 14 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=35&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Intervento del capogruppo della lista “Con Nello Musumeci per la Provincia” nella seduta di Consiglio del 25.01.2010 sulla crisi del comparto agricolo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;L’agricoltura sta morendo&#8221; titolava poco tempo fa un giornale. Ed è proprio così. Infatti,<strong> i dati sono disastrosi</strong>. Cerco di spiegarne alcuni.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Crollo verticale del prezzo del grano duro, venduto 13 – 14 centesimi al Kg, con arance dai 10 ai 20 centesimi al kg. Parliamo di prodotti di eccellenza quali arancia pigmentata a polpa rossa, con proprietà organolettiche uniche al mondo, così anche i limoni dell’Acrese, anche peggio le arance destinate alla produzione di succo a 3 – 4 centesimi al kilo. Prezzi che non coprono neanche il 50% dei costi di produzione<span id="more-35"></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Se giriamo per le vie della nostra campagna vediamo frutti invenduti sugli alberi. D’altronde le arance arrivano dal Marocco, le importazioni aumentate del 75%, i carciofi dell’Egitto, l’aglio dalla Cina, le nocciole dalla Turchia.</p>
<p style="text-align:justify;">L’agricoltura siciliana sul mercato interno è spiazzata dalla concorrenza estera, sul mercato estero è assente.</p>
<p style="text-align:justify;">Riusciamo ad esportare prodotti agricoli per appena lo 0,9% del nostro P.I.L. (prodotto interno lordo) rispetto al 5% del Trentino. D’altronde, tutti conosciamo le mele melinda della Val di Non, nessuno conosce l’arancia rossa.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo i dati dell’Eurispes solo nel 2009 circa 21.000 addetti all’Agricoltura hanno perso il lavoro (se così è si può parlare di catastrofe. A questi vanno aggiunti i danni all’indotto: Fitofarmacie, trasporti, agronomi, costruttori di casse in legno e plastica, magazzini di trasformazione, spedizionieri, costruttori di macchine agricole, ecc.)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Soluzioni:</strong></p>
<p style="text-align:justify;">- Promozione e tutela dei prodotti tipici locali tra i consumatori italiani e stranieri, anche con mirati interventi di marketing – Istituzione del marchio “SICILIA”. Un impegno immediato in questa direzione potrebbe essere la partecipazione della Provincia Regionale di Catania e della Camera di Commercio alla fiera di Berlino che si svolgerà da 3 al 5 febbraio. La “Fruit logistica” è la maggiore rassegna dell’ortofrutta in Europa.</p>
<p style="text-align:justify;">- Obbligo di etichettatura e tracciabilità. Soprattutto  per la grande distribuzione che si permette di vendere gli agrumi fino a Euro 1,55 al Kilo con un ricarico del 480% senza indicare origine, provenienza, né prezzo alla produzione (10 centesimi circa).</p>
<p style="text-align:justify;">- Contrasto agli ingressi illegali di prodotti agroalimentari provenienti da paesi esteri.</p>
<p style="text-align:justify;">- Applicazione reale degli articoli 16 e 17 della Finanziaria Regionale da parte delle banche. Il decreto è stato emanato il 14 maggio 2009 dalla Regione Siciliana, ma ci risulta che le banche non aderiscono.</p>
<p style="text-align:justify;">- Abolizione dei diritti camerali per la piccola proprietà contadina, ossia proprietari di fondi agricoli inferiori a 2 ettari.</p>
<p style="text-align:justify;">- Proclamare lo stato di emergenza &#8211; con provvedimenti straordinari – dichiarando lo stato di crisi particolare per l’agricoltura Siciliana, così come annunciato anche dall’Ass. Reg. All’Agricoltura On. Titti Buffardeci, Una Cassa Integrazione così come accade nell’industria per gli operai anche in agricoltura per i braccianti.</p>
<p style="text-align:justify;">- Sostegno alla ricerca nel campo delle agro-energie anche per la funzione di riduzione dei gas serra.</p>
<p style="text-align:justify;">- Come Amministrazione Provinciale oltre a potenziare (come abbiamo già fatto) il mercato del contadino –vendita diretta- frutta a kilometri zero- propaganda sulla genuinità e salubrità dei prodotti – potremmo dare contributi a fondo perduto per i piccoli coltivatori (così come ormai da tempo facciamo per gli artigiani) per l’acquisto di mezzi di produzione.</p>
<p style="text-align:justify;">- Pare che in Italia negli ultimi 10 anni sia scomparso circa il 42% del terreno coltivato ad agrumi ciò è grave anche in riferimento al dissesto idrogeologico, alla produzione di ossigeno, alla tutela del paesaggio, (un terreno abbandonato di solito è destinato o alla speculazione edilizia o agli incendi) scomparsa di coltivatori tipici.</p>
<p style="text-align:justify;">- “I popoli che abbandonano la terra sono destinati all’estinzione” disse a ragione un uomo politico del passato. E non vi è dubbio che tutela del territorio, valorizzazione del paesaggio e difesa dei prodotti locali di qualità migliorano la qualità della vita, oltre a essere un potente attrattore turistico.</p>
<p style="text-align:justify;">Come gruppo alla Provincia in nostro impegno per l’agricoltura non è certo recente (non fosse altro perché 2 compenenti su 3 sono degli agronomi). Siamo già intervenuti con interrogazioni, ordini del giorno, mozioni e interpellanze su:</p>
<p style="text-align:justify;">1. promozione arancia rossa;</p>
<p style="text-align:justify;">2. furti nelle Aziende Agricole;</p>
<p style="text-align:justify;">3. miglioramento viario per i fondi agricoli;</p>
<p style="text-align:justify;">4.	richiesta alla Comunità Europea dell’obbligo di contenuto minimo (12%) di succo di arancia nelle bibite con scritta aranciata;</p>
<p style="text-align:justify;">5. proclamazione stato di calamità per danni avversità atmosferiche;</p>
<p style="text-align:justify;">6. misure di sostegno da parte del Governo Regionale;</p>
<p style="text-align:justify;">7. abolizione dell’Enfiteusi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enzodagata.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enzodagata.wordpress.com/35/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=35&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sulla viabilità delle strade provinciali</title>
		<link>http://enzodagata.wordpress.com/2009/10/05/19/</link>
		<comments>http://enzodagata.wordpress.com/2009/10/05/19/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Con Nello Musumeci per la Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo D'Agata]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Catania]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio Provinciale di Catania, seduta dell’1.10.2009 (resoconto stenografico) Intervento del consigliere Enzo D’Agata: «Grazie Presidente, Assessori, Consiglieri, Dirigenti. Io mio intervento non sarà un intervento tecnico, che poi farà dopo di me il Consigliere Mistretta, il mio sarà un intervento da cittadino. Non interverrò infatti sui 62 milioni di euro, sulla viabilità primaria o secondaria, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=19&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Consiglio Provinciale di Catania, seduta dell’1.10.2009 </strong>(resoconto stenografico)<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Intervento del consigliere Enzo D’Agata:</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Grazie Presidente, Assessori,  Consiglieri, Dirigenti. Io mio intervento non sarà un intervento tecnico, che poi farà dopo di me il Consigliere Mistretta, il mio sarà un intervento da cittadino. Non interverrò infatti sui 62 milioni di euro, sulla viabilità primaria o secondaria, ma da utente della strada, quindi perdonatemi se dirò delle ovvietà, ma sono i problemi che ognuno di noi affronta giorno dopo giorno sulle strade, soprattutto provinciali<span id="more-19"></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Io ritengo che il primo problema che va affrontato da amministratore attento e serio è quello della sicurezza stradale; infatti la pubblica incolumità è da considerare bene primario e questo significa strade asfaltate, l’eliminazione dei pericoli, delle buche…, perché non è ammissibile…, mi è capitato nell’area di sviluppo industriale di vedere limite di velocità 20 km. orari. Può succedere, si mette l’avviso – attenzione, pericolo di buche…-,  però se poi questo avviso dura mesi o anni…, allora l’emergenza non è emergenza ed abbiamo visto, perché abbiamo affrontato in questa aula Debito Fuori Bilancio per migliaia e migliaia e da piccole migliaia diventano anche milioni di euro, per danni e per cause quasi sempre perse,  per cittadini che prendono la buca, danneggiano la macchina…, qua parliamo di piccoli  incidenti, anzi speriamo che non accada peggio. Quindi, strade sicure e questo ci sì consentirebbe di eliminare l’enorme contenzioso che giorno dopo giorno la Provincia si trova ad affrontare e quindi risparmio per l’Ente. Poi, la segnaletica verticale e orizzontale. Bisogna rifarla. Se in una arteria principale come quella che va da Bicocca all’Aeroporto e poi arriva al bowling, se qualcuno l’ha fatta quando piove si accorgerà che non vede neanche la segnaletica; ora, noi che la conosciamo ci orientiamo, ma pensate il povero turista che deve andare all’aeroporto in quali condizioni si trova. E poi parliamo di rilancio del turismo quando ci mancano le basi fondamentali? Mi risulta che l’Anas anni fa chiese di gestire questa arteria a proprie spese, non so perché la cosa non andò a conclusione, però, o siamo capaci di gestirle o li dismettiamo. Non  è ammissibile che arterie principali siano trascurate. Poi, ho appena fatto la Roma Napoli  e mi sono accorto che in tutta l’autostrada pioveva ma si camminava bene. Sembrava che non piovesse. C’era una perfetta aderenza delle gomme sulla strada ed ho letto che c’era l’asfalto drenante. Esiste l’asfalto drenante, costa di più, è qualcosa di nuova concezione, mi fa piacere che i Consiglieri siano informati…, cominciamo ad usarlo nelle zone piovose, almeno nelle arterie dove la velocità…(Voce fuori microfono) ecco, usiamo questo asfalto drenante, costerà di più, certo in montagna magari non si potrà usare, ma dove possibile usiamolo. Facciamo  vedere che anche la Sicilia fa parte dell’Europa e non dell’Africa. Quindi, manutenzione efficiente. Poi, a proposito di sicurezza, mettiamo la polizia provinciale nelle condizioni di potere controllare che i limiti di velocità siano rispettate, che questo organico esiguo sia migliorato e dotato di mezzi propri per controllare con autovelox e quanto altro che i limiti di velocità vengano rispettati, perché è inutile parlare di sicurezza, mettere i limiti di velocità se poi si sfreccia a 180…; ripeto, probabilmente il mio intervento sarà fuori tema ma è un intervento da cittadino della strada, del cittadino che ogni giorno si trova ad affrontare questi problemi e questi pericoli. Quindi, dissuasori di velocità e  le rotatorie negli incroci pericolosi. Altra cosa da tenere in debita considerazione… (Voce fuori microfono) una volta mi diceva l’ing. Catalano che una rotatoria al massimo, tranne che non si tratta di zona particolare, ma al massimo costa 20 mila euro, non sono costi eccessivi…(Voce fuori microfono). Mi avvio a concludere. Abbiamo strade provinciali nei centri urbani. Continuiamo a manutenzionare strade che dovrebbero essere comunali, strade che sono ancora provinciali, ma che ricadono all’interno di centri urbani, di Comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti. Vediamo di dimetterli, di farle incamerare ai Comuni e questo ci consentirebbe un enorme risparmio di costi di gestione delle strade. (Voce fuori microfono). Poi, la pulizia delle strade. Vediamo che le strade spesso sono piene di rovi…, parlo con la Pubbliservizi. Mi è capitato, ne dico una, ma potrei dirne cento, la strada che porta a Torre Archirafi; posti turistici, carreggiate invase dai rovi che oltre a creare un danno di immagine creano anche dei pericoli. Quindi, maggiore attenzione a questo. Infine ricordo a questo Consiglio che è stata votata l’eliminazione della barriera di S.Gregorio e lo spostamento. Quindi, se l’Amministrazione si fa carico presso il consorzio autostrade siciliane di sollecitare e di verificare se ne ricorrono le condizioni, faremmo in modo che quando è stato dato mandato da questo Consiglio all’Amministrazione, sia consequenziale. (Voce fuori microfono)…, Consigliere, quella la faremo quando parleremo di piano provinciale di viabilità e di mobilità, quando i suoi e gli altri amministratori nazionali e regionali ci beneficieranno finalmente di questi fondi FAS, fondi CIPE. Aspettiamo questa montagna di denaro anche per alleviare il grave problema occupazionale, ma ancora stiamo aspettando, siamo nel campo delle speranze, delle promesse…; la gente aspetta…(Voce fuori microfono) il piano territoriale lo faremo e lo facciamo anche in funzione di quanto sappiamo di potere spendere. Quindi, che si addivenga in tempi brevi, si parla tanto di questo piano, si addivenga in tempi brevi al piano provinciale della viabilità e della mobilità. Io ho concluso e concludo con una battuta. Appena eletto Consigliere provinciale, non ancora insediatomi, il collega Mistretta mi invitò ad una festa sua per l’elezione a Consigliere provinciale. Mi recai a Mineo, presi la Catania Gela, al ritorno non so perché ho fatto la vecchia strada…(Voce fuori microfono) ho fatto la vecchia strada che tutti o chi della zona frequenta, ma al ritorno c’era chiusa la strada per il ponte di Primosole e là è diventata per me una tragedia, era mezzanotte, avevo il telefonino scarico, poca benzina in macchina,  mi sono perso, indicazioni inesistenti o sbagliate…, girando e rigirando. Ecco, le indicazioni che siano certe, che siano in punti visibili, che siano in punti giusti perché è la qualità della vita, la vivibilità di un posto che si misura da questo ed anche il turista, se non ha il satellitare, se mi perdo io che sono del posto, figuratevi uno che si trova qua per passare una piacevole vacanza e si trova a vivere una tragedia. Grazie».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enzodagata.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enzodagata.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=19&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sul problema del randagismo a Catania e provincia</title>
		<link>http://enzodagata.wordpress.com/2009/10/05/sul-problema-del-randagismo-a-catania-e-provincia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 07:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica siciliana]]></category>
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		<description><![CDATA[Seduta del Consiglio Provinciale dedicata al randagismo (resoconto stenografico) Intervento del consigliere Enzo D’Agata: «Grazie Presidente, Assessori e colleghi. Arriviamo a questo Consiglio per cui stasera trattiamo questo scottante argomento, anche se forse ci arriviamo in maniera intempestiva perché l’Amministrazione aveva già predisposto un’apposita convenzione che a breve questo Consiglio dovrà trattare, però l’occasione è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=25&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Seduta del Consiglio Provinciale dedicata al randagismo</strong> (resoconto stenografico)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Intervento del consigliere Enzo D’Agata:</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Grazie Presidente, Assessori e colleghi. Arriviamo a questo Consiglio per  cui stasera trattiamo questo scottante argomento, anche se forse ci arriviamo in maniera intempestiva perché l’Amministrazione aveva già predisposto un’apposita convenzione che a breve questo Consiglio dovrà trattare, però l’occasione è opportuna per scambiarci riflessioni, confrontarci ed arrivare al dibattito sulla convenzione con le idee più chiare. Quindi, mi sono documentato e spero di dare a questo Consiglio qualche spunto di riflessione; perché, vedete cari colleghi, in Sicilia abbiamo la legge 281 del 2000 e che stranamente diventa operativa solo nel 2007 e questa è la prima stranezza; poi nel Comune di Catania già nel 99 era attiva una Delibera di giunta, una convenzione con i privati che poi è andata disattesa nel tempo<span id="more-25"></span>. I privati che ricoveravano i cani non sono stati pagati, c’è stato un debito che è lievitato in maniera abnorme, ho letto dei dati assurdi…, 2 milioni e mezzo di euro che con una trattativa il Comune ha ridotto ad un 1.600.000 euro, comunque delle cifre enormi; leggendo queste carte mi sono accorto che la convezione per un singolo cane è 3 euro al giorno e 4 per quelli grossi ed ancora peggio è che la carcassa di un cane ci costa 70 euro. quindi, ci rendiamo conto di come questo sia un grande affare per pochi, per pochi privati, che poi non sono nemmeno controllati su quello  che danno da mangiare ai cani. Dicevo che questo Consiglio nasce sull’onda emotiva di quello che è successo il mese scorso con i tragici fatti di Acireale e quello  che era successo prima nel Ragusano, che ha creato un grosso danno di immagine alla Sicilia, abbiamo avuto molte disdette di turisti e quindi è un grosso danno di immagine e di civiltà perché questi casi causano una psicosi. Il turista che disdice la vacanza in Sicilia…, a questo si affianca la mia paura di vedere un cane per strada e trasmettere ai miei figli un cattivo rapporto tra uomo e animale e qualcuno che ama gli animali ancora meno di me, pensa di farsi giustizia da solo e da la polpetta avvelenata, gli arriva addosso con la macchina ed anche per questo abbiamo registrato nella cronaca locale dei fatti, tipo quelli di Pedara, con 100 cani avvelenati … Quindi, ripeto, riguardando queste carte vediamo che la regione Sicilia tra il 2003  e il 2008 ha preso 3 milioni di euro. Vedete, secondo me il randagismo è figlio di Amministrazioni incapaci…; questi soldi i Comuni perché non li hanno presi, stante che canili comunali in Provincia di Catania non ce ne è? Tutto è affidato ai privati. Quindi, o c’è la convenienza o incapacità  o c’è qualche grande affare sotto. Su questo bisognerebbe riflettere perché se non sono stati chiesti&#8230;, oppure  che fine hanno fatto questi soldi…, ecco bisogna chiedersi questo perché di soldi di contribuenti parliamo, anche perché l’80’% del randagismo  è proprio in Sicilia. Quindi, io ritengo che bene ha fatto l’Amministrazione ad occuparsi di questo problema e nella fattispecie il dr. Ferrera che già aveva seguito questa problematica da assessore al Comune di Catania, bene ha fatto a predisporre lo schema di convezione tipo ai Comuni  e spero che i Comuni aderiranno; se c’è da migliorare la convenzione lo faremo insieme in aula. Dobbiamo dare ordine al Settore. Vediamo di fare rispettaree l&#8217;obbligo di legge per l&#8217;applicazione dei microchip su tutti i cani, creare questa anagrafe canina, provvedere alla sterilizzazione ove occorra e poi, se mi permettete, facciamo anche pubblicità sull’adozione dei cani dei canili.  Magari con contributi per le spese veterinarie. Risparmieremmo i soldi per il ricovero dei cani, aumenteremo una forma di migliore convivenza fra uomo e animale che, poverino, se è abbandonato, non ha cosa mangiare, è chiaramente portatore di malattie, di fame e di aggressività. Quindi, miglioriamo la nostra civiltà. Sarebbe un bene per tutti. Ed attiviamo anche (e finalmente, direi) delle sinergie con le associazioni animaliste, con l’ordine dei veterinari, con l’Usl e con i Comuni. questa sinergia farà sì che non si ripeteranno i fatti gravi che sono accaduti. Grazie».</p>
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		<title>La partecipazione agli utili ha radici lontane</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Martino]]></category>
		<category><![CDATA[cogestione]]></category>
		<category><![CDATA[Con Nello Musumeci per la Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo D'Agata]]></category>
		<category><![CDATA[La Sicillia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto con interesse l’articolo del Prof. Antonio Martino “Utili anche ai lavoratori? Una proposta discutibile” a p. 2 del quotidiano La Sicilia di domenica 6 settembre. Senza avere la presunzione di dissertare di politica economica (nonostante un’abilitazione all’insegnamento di materie economico-giuridiche negli istituti superiori), né, tanto meno, di voler dare lezioni al Ch.mo Prof. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=13&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ho letto con interesse l’articolo del Prof. Antonio Martino “Utili anche ai lavoratori? Una proposta discutibile” a p. 2 del quotidiano <em>La Sicilia</em> di domenica 6 settembre. Senza avere la presunzione di dissertare di politica economica (nonostante un’abilitazione all’insegnamento di materie economico-giuridiche negli istituti superiori), né, tanto meno, di voler dare lezioni al Ch.mo Prof. On. Martino, mi permetta di riferire all’autore e, se lo ritiene opportuno, anche ai lettori alcune imprecisioni contenute nell’articolo in oggetto.<br />
In via preliminare bisognerebbe rettificare l’informazione che vuole l’idea di “partecipazione agli utili” come di chiara origine marxista. Infatti, la tesi sulla partecipazione agli utili da parte degli operai ha da un lato radici lontane e dall’altro sviluppi recenti<span id="more-13"></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea trae origine dalla dottrina dei socialisti utopisti di fine ’700, Saint-Simon in particolare, ed in Italia viene ripresa per la prima volta con la formula mazziniana “Capitale e Lavoro nelle stesse mani”. Vi è poi l’intera Dottrina Sociale della Chiesa (dalla “Rerum Novarum” del 1891 di Papa Leone XIII fino alle recenti encicliche dell’attuale Papa e del suo predecessore Giovanni Paolo II, passando per la fondamentale “Quadragesimo Anno” di Papa Pio XI) a testimoniare ulteriormente l’estraneità di tale posizione con il marxismo.</p>
<p style="text-align:justify;">In campo politico, il primo a parlare di cogestione e divisione degli utili dell’impresa è Benito Mussolini, nel discorso di Dalmine del 20 marzo 1919. Tre giorni dopo l’idea viene inserita nel programma del Movimento Fascista, nella celebre riunione di fondazione a Piazza S. Sepolcro. Lo stesso anno la proposta viene ripresa e inserita nella “Carta del Carnaro” stilata da Gabriele D’Annunzio e Alceste De Ambris per la libera città di Fiume. Tra i politici che allora guardano con interesse a tale nuova formula economica troviamo Giovanni Giolitti, Filippo Turati, don Luigi Sturzo e Antonio Gramsci.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 1932 vi è poi l’elaborazione teorica del filosofo Ugo Spirito, che al convegno di Ferrara teorizza il corporativismo integrale e la corporazione proprietaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Il principio della partecipazione agli utili e della cogestione dell’impresa viene quindi ufficialmente sancito nella Costituzione della Repubblica Sociale Italiana (o Carta di Verona  se si preferisce) ed allo scopo di attuarlo, nel febbraio del 1944, viene emanato il decreto sulla socializzazione delle imprese che a lungo fa parlare della Rsi come di una terza via fra Comunismo e Liberalcapitalismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, l’esperienza della socializzazione fascista viene ripresa nella Jugoslavia non allineata del comunista Tito e l’autogestione inserita nella costituzione di quel Paese, ma non per questo si può parlare di una sua “impronta marxiana”. Anzi, i comunisti (eccezion fatta per il sindacalista Di Vittorio,  primo segretario della Cgil) hanno osteggiato ferocemente l’idea della ripartizione, perché la “collaborazione di classe” rappresenterebbe la fine della “lotta di classe”, questa sì  marxista.</p>
<p style="text-align:justify;">Tornando all’intervento del Prof. Martino, forse gli sarà sfuggito che anche la nostra Costituzione repubblicana contiene un richiamo alla socializzazione. Precisamente all’articolo 46, dove si può leggere che “La Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende”.</p>
<p style="text-align:justify;">Per sgombrare il campo da ogni equivoco, basti ricordare come i principi della partecipazione agli utili abbiano permesso al Giappone di sanare le ferite della II Guerra Mondiale  e superare le numerose recessioni verificatesi dal 1954 ad oggi, creando un sistema che quanto ad efficienza non ha pari al mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche in Germania la cogestione è vitale, espressa tramite una struttura associativa tra capitale e lavoro nelle imprese, con tanto di partecipazione istituzionalizzata dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione della grande industria. Serve ricordare come nei primi anni Novanta l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  pone il modello tedesco quale nuova prospettiva per l’Europa dopo il tramonto del thatcherismo ed il crollo del comunismo. È solo un caso, mi chiedo, che la formula della partecipazione abbia accompagnato le due economie più dinamiche del mondo?</p>
<p style="text-align:justify;">Altri esempi vicini e lontani? In Francia l’industria automobilistica Renault sta compiendo il medesimo esperimento tedesco e perfino nell’Unione Sovietica di Gorbaciov l’unica azienda in attivo in tutto l’immenso Paese era la clinica oculistica del Prof. Fiodoroff, gestita con metodi partecipativi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto all’Unione Europea, il principio della cogestione è stato recepito con la sua V direttiva nel nuovo modello della società per azioni europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Per un Martino che giudica priva di senso la proposta degli utili ai lavoratori, quindi, vi sono tanti altri economisti che la valutano positivamente, da Fanfani a Rasi, da Auriti a La Malfa, tanto che per il centro studi del sindacato cattolico Cisl oggi l’economia della partecipazione rappresenta lo sbocco naturale alla corrente crisi del capitalismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche a livello internazionale al modello economico partecipativo si sono ispirati economisti di grosso calibro come il britannico James Meade, premio Nobel per l’Economia nel 1977 (autore del brillante saggio “Agathopia”, edito da  Feltrinelli nel 1989)  e l’americano Martin Weitzman, candidato al Nobel nel 1986.</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto da me (spero sinteticamente) elencato sarà con buona probabilità sfuggito al Ch.mo Prof. Antonio Martino, ma è giusto che i lettori abbiano una corretta informazione e possano giudicare la validità di talune proposte politico-economiche anche senza essere necessariamente specialisti della materia.</p>
<p style="text-align:justify;">A margine di questo mio intervento mi permetta di farLe presente che su mia proposta il Consiglio Provinciale di Catania ha recentemente votato all’unanimità un Ordine del Giorno in cui si indica la cogestione come possibile soluzione per le aziende catanesi in crisi (si veda, ad esempio, la vicenda della Sat di Aci S. Antonio).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Apparso su <em>La Sicilia</em> di lunedì 14 settembre 2009</strong></p>
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		<title>La Riviera dei Ciclopi nel rilancio turistico della Provincia etnea</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Acicastello]]></category>
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		<category><![CDATA[Viviana Grasso]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia Regionale di Catania, in collaborazione con il Cedoc (Centro di documentazione e studi sulle organizzazioni complesse di sistemi locali) ed il Gruppo Consiliare provinciale “Con Nello Musumeci per la Provincia” presentano il convegno La Riviera dei Ciclopi nel rilancio turistico della Provincia etnea Acitrezza, 28 dicembre 2008 Intervengono: On. Giuseppe Castiglione – Presidente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=11&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La <strong>Provincia Regionale di Catania</strong>, in collaborazione con il <strong>Cedoc</strong> (Centro di documentazione  e studi sulle organizzazioni complesse di sistemi locali) ed il <strong>Gruppo Consiliare</strong> provinciale <strong>“Con Nello Musumeci per la Provincia”</strong> presentano il convegno<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>La Riviera dei Ciclopi nel rilancio turistico della Provincia etnea</strong></p>
<p style="text-align:center;">Acitrezza, 28 dicembre 2008</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Intervengono:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>On. Giuseppe Castiglione</strong> – Presidente della Provincia Regionale di Catania.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott. Franz. Cannizzo</strong> – ConfCommercio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prof. Vittorio Ruggiero</strong> &#8211; Docente di Geografia Economica e Politica del Turismo</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott. Mario Bevacqua</strong> – Consigliere d’onore Fiavet.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>On. Nello Musumeci</strong> – Deputato Europeo &#8211; Vice Segretario de La Destra</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott. ssa Silvia Raimondo</strong> &#8211; Sindaco di Acicastello.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Davide Bonaccorso</strong> – Op. del Settore.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott.ssa Viviana Grasso</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott. Nello Oliveri</strong> &#8211;  Presidente ATO2 Catania</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Coordina:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dott. Enzo D’Agata</strong> (Consigliere provinciale)</p>
<p style="text-align:justify;">Interviene il dr. Enzo D’Agata: “ Grazie per essere intervenuti così numerosi nonostante la giornata inclemente. Questo è il primo di una serie di incontri del Gruppo “ Nello Musumeci per  la Provincia”; sono giornate di studio per noi Consiglieri provinciali, intese ad avere proposte, idee e suggerimenti da potere portare nelle istituzioni competenti. Dicevo una serie di incontri; il primo è questo sul turismo, poi ce ne saranno sui beni culturali, l’agricoltura e artigianato a Caltagirone, sull’area Metropolitana, oltre che sulla problematica dei rifiuti. Da questi incontri, vogliamo ricavare idee, proposte e suggerimenti da portare nelle istituzioni<span id="more-11"></span>. Abbiamo scelto di iniziare con il turismo, perché riteniamo che il turismo possa essere la risorsa più importante, possa essere un volano di sviluppo per il territorio della Provincia di Catania e per la Sicilia tutta. Infatti la Sicilia ha un terzo dei beni culturali, secondo i darti del Touring club d’Italia, di tutto il meridione d’Italia e tutti sappiamo benissimo che l’Italia ha oltre il 60% dei beni culturali del mondo. Quindi, questo ci fa capire che il turismo rappresenta una delle nostre principali risorse. Certo, c’è da capire il perché Malta registra in questo  momento il tutto esaurito, mentre noi registriamo una lente, ma costante diminuzione di presenza turistica. Perché il turismo? Perché dal 1° gennaio, per quanto riguarda la Provincia, molte delle competenze passeranno a noi, come Provincia. Dal 1 gennaio l’APT non ci sarà più.”</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Interviene il Sindaco di Aci Castello, dott.ssa Silvia Raimondo:  Noi in questo momento abbiamo rivalutato, abbiamo recuperato dei pezzi di mura del 1300 ad Aci Castello e diamo tutto questo al turista che viene. Certamente, noi come Amministrazione comunale ci siamo battuti. Innanzitutto, a cercare di pulire questo mare; abbiamo un collettore di salvaguardia che ormai è arrivato, con l’aiuto  della Provincia, della Regione, del Ministero, è arrivato in dirittura d’arrivo; la riqualificazione del lungomare dei Ciclopi, il costone di Accastello. Tutto ciò che abbiamo potuto, in questi mesi, in questo scorcio di legislatura, lo abbiamo fatto e, attingere soprattutto a finanziamenti che possono fare la base. Siamo stati vicini agli albergatori, siamo stati vicini agli operatori economici, abbiamo differenziato le tariffe della TARSU proprio per stare vicino a loro e con loro, proprio per cercare di aiutare coloro che sono gli operatori. Da ultimo, l’ultimo progetto, l’incentivazione. Abbiamo previsto due info point, sia qui, ad Acitrezza che ad Aci Castello, con un Ufficio in cui c’è un referente della Provincia, avremo un referente della Regione, Feder-albergatori e  Conf-commercio che con i nostri operatori locali dovranno in tutti i modi catturare il turista, quindi una rete nella quale il turista arriva e avrà la possibilità di conoscere tutte le nostre strutture, dagli alberghi delle varie categorie, i nostri locali, gli itinerari turistici, che non sono solo itinerari di Accastello, ma interagire con tutta la Provincia, i vari castelli, dal castello di Nelson a quello Normanno, a quello di Adrano e Paternò, e proprio per questo abbiamo fatto in modo che in questi  uffici ci fossero referenti sia della Provincia che dalla Regione.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Interviene on. Castiglione, Presidente della Provincia Regionale di Catania: “ Vi ringrazio per questo invito, un invito fatto dal gruppo “Nello Musumeci per la Provincia”, un gruppo importante in seno al Consiglio provinciale in cui si è già consolidato un grande rapporto di affetto e di amicizia, ma anche di proposizione politica. L’occasione di questa mattina è un’occasione buona per dare l’avvio ad una nuova stagione. Abbiamo vissuto questi mesi, che sono stati di programmazione, sono stati mesi in cui ci siamo confrontati sul riassetto della struttura Amministrativa, sulla riorganizzazione, anche su qualche riduzione, caro Presidente Musumeci, perché tutti parlano di riduzione dei costi della politica e non c’è mai sufficiente informazione per dire che in questo momento la Provincia Regionale di Catania non ha i 15 Assessori che sono previsti dallo Statuto della Regione siciliana; ne ha fatti 11 sin dall’inizio e noi abbiamo intenzione di adeguarci alla legge regionale appena varata, nonostante tutti dicano quale vale dalla prossima legislatura, ma noi sin da oggi, dal mese di gennaio avremo 9 Assessori così come prevede la legge. Noi siamo rigorosi e rispettosi della legge. Credo che questo sia un segnale molto forte; poi, abbiamo ridotto da 7 dipartimenti a 4, da 36 Dirigenti a 26, abbiamo azzerato le consulenze esterne. Quindi, un segnale per dire che questa macchina va riorganizzata e deve concentrarsi sulle cose importanti. L’iniziativa di oggi che punta alla valorizzazione turistica in un momento che ci vedrà protagonisti, in un momento in cui vedrà anche un passaggio della soppressione delle APT alla Provincia Regionale di Catania, accorpare fra le funzioni della Provincia anche questa struttura che nel tempo ha dato risposte al territorio. Quindi, anche questo sarà per noi un ulteriore impegno e quindi siamo qua per dire come vogliamo andare avanti. I primi sei mesi sono serviti come rodaggio. Stiamo facendo un atto importante che è quello…, stamattina è apparso sulla stampa, noi ieri e di questo ringrazio tutto il Consiglio provinciale, ieri si è approvato il Piano Triennale delle OO.PP., oggi domenica inizia la discussione sul bilancio della Provincia e noi entro il 30 dicembre, non il 30 dicembre del prossimo anno, perché normalmente il bilancio preventivo veniva approvato sul finire dell’anno; noi il 30 dicembre , forse saremo una delle poche Amministrazioni locali, approveremo il bilancio della Provincia. Questo significa che potremo partire con il piede giusto, che potremo dare alcune indicazioni, che potremo mettere a disposizione delle risorse, nei limiti della compatibilità del bilancio della Provincia, però alcuni segnali in direzione  delle attività produttive, in direzione dello sviluppo economico, in direzione delle iniziative di carattere culturale. Caro Presidente Musumeci, il 20 novembre sono scaduti i termini per la programmazione 2009, le iniziative culturali, i grandi eventi. Io vedo che le nostre strutture alberghiere, purtroppo, sono assolutamente vuote. Abbiamo fatto bene a realizzare in Provincia di Catania dieci anni fa, quando io ero Assessore all’industria, c’era un obbiettivo di creare una rete di strutture ricettive, oggi in Provincia di Catania ci sono dodicimila posti letto, era questo l’obiettivo che ci eravamo prefissi, oggi sono realizzate le strutture ed abbiamo un indice di occupazione che viaggia tra il 25 e il 30%. Allora, come fare sì che le strutture possano essere al meglio utilizzate, non solo quelle alberghiere, ma tutte le altre strutture ricettive. Allora, anche il tema dei grandi eventi. Una Provincia come Catania non può non avere un grande appuntamento legato a Bellini, al festival Belliniano, così come c’è il festival Pucciniano. Stiamo puntando al festival Belliniano, ad un premio internazionale Giovanni Verga, lo dico qua, ad Accastello. Abbiamo già contattato l’Università di Madrid per fare un grande appuntamento culturale. Faremo anche i 100 anni di Marinetti a Catania, a novembre la mostra internazionale sul futurismo perché il futurismo viene celebrato in tutti i posti, da Parigi a Roma, non averlo a Catania dove Martinetti c’è stato per lungo tempo. Abbiamo addirittura degli inediti sul futurismo. Quindi, anche i grandi eventi aiutano a fare si, quando abbiamo l’esperienza ultima di Taormina, quando c’è stata per una settimana le 9 sinfonie di Beethoven noi abbiamo avuto gente che è venuta dall’America. Però, bisogna fare la programmazione, bisogna comunicarlo, bisogna andare alle Borse internazioni. Bisogna sapere già il calendario del 2009. Noi speriamo di avere nei tempi più brevi non solo il bilancio, ma avere  anche una programmazione, avere qualcosa da offrire per dire che questa terra è certamente la più bella. Noi dobbiamo uscire dallo schema che dice, noi abbiamo le migliori risorse, abbiamo le risorse naturali, abbiamo il mare, abbiamo il sole, abbiamo le strutture alberghiere, però alla fine la gente per potere venire deve essere attratta, si deve creare una rete di Servizi, bisogna fare sì che la gente stia bene, che venga accolta; quindi, si devono creare tutte quelle condizioni per fare sì che queste strutture ricettive, questo nostro territorio possa essere goduto e apprezzato. Allora, questo significa turismo eno-gastronomico. Sul versante eno-gastronomico, Mario Bevacqua mi insegna che si muovono più di 10 milioni di persone nel nostro Paese ed allora, cosa noi possiamo offrire, l’Etna, il mare, la montagna, la nostra viticoltura, quella di montagna. Qualche anno fa, quando io ero Assessore all’agricoltura, era scomparsa la viticoltura di montagna, era scomparso il vino sul nostro vulcano. Quando abbiamo puntato a circa 100 ettari di diritti d’impianto sull’Etna, oggi le migliori aziende sono sull’Etna e stanno venendo ad investire, stanno  facendo vino di qualità e quindi in questo circuito della valorizzazione della gastronomia di nicchia, di qualità, ma soprattutto legata al territorio, alle bellezze culturali, legata alle ricchezze ambientali, certamente, tutto questo non può che dare qualche significativa risposta. Per fare questo, cosa abbiamo  fatto? Abbiamo rafforzato le imprese, dicevo delle strutture ricettive. Oggi, nettiamo dieci milioni di euro del bilancio della Provincia Regionale di Catania per fare sì che il sistema dei Consorzi Fidi  possa assistere le imprese, possa supportarli (p.i.) i nuovi investimenti, quindi anche a sostegno delle imprese che oggi investono in questo  Settore. Abbiamo puntato sul sistema dei Consorzi Fidi. Tutti ci chiedevano delle risorse sul bilancio della Provincia. Oggi il Consiglio Provincia, ma l’Amministrazione, ha stabilito 10 milioni di euro come fondo di garanzia a sostegno e voi sapete che il sistema del Consorzio di garanzia funziona come una leva moltiplicatrice, quindi investi uno per avere risultati, investi 20 per avere 40. quindi, dieci milioni di euro sono risorse significative e importante. Quindi, strutture, sostegno alle imprese, la banda larga per alcune aree. Ci sono una serie di iniziative e attività da parte della Provincia Regionale di Catania che certamente vuole dare un sostegno forte. Per il resto, vogliamo bilanciare l’Etna convention bureau. Attorno all’Etna convention bureau mi pare che fino ad ora non c’era…, se noi guardiamo, Destination Miami, Destination New York, ma non c’era una Destination Catania. Non c’era la presentazione della nostra città. Non c’era la presentazione di alcune aree della nostra Provincia. Lo faremo con il Convention bureau. Finalmente ci presenteremo per la prima volta, stiamo riuscendo a mettere tutti insieme, ognuno non si presenterà alla BIT del turismo a ranghi sparsi; la Provincia Regionale di Catania avrà uno spazio, accoglierà le espressioni più significative, ma soprattutto daremo un CD. Il BIT del turismo non sarà una mega mangiata dove noi sembra che facciamo solo salsicce e formaggi. C’è una presentazione delle nostre bellezze culturali, ambientali. Lo faremo in un CD o in una pen drive. Offriremo agli operatori internazionali qualcosa che sia veramente significativo della nostra Provincia. Quindi, alla Bit ci andremo tutti insieme; l’Etna convention bureau, borsa internazionale del turismo, ma abbiamo guardato in questi mesi, in questo tavolo tecnico, anche ad un turismo congressuale, caro Presidente Musumeci, perché tutti gli operatori che sono venuti, noi parliamo delle nostre strutture, le Ciminiere,  ma ci rendiamo conto che se vogliamo fare turismo congressuale ci vuole un centro congressi importante che non sia da 500 o da 1000 posti, ma ci vuole un centro modulare di almeno 5000 posti, per grandi eventi, per grandi congressi, per grandi appuntamenti modulari, perché le strutture ricettive ci sono, ma i grandi appuntamenti, noi siamo nelle condizioni di avere un centro congressi che sia   degno di tale nome e degno di potere attrarre grandi occasioni per i grandi convegni. Allora, c’è un ventaglio di iniziative…, io vorrei ringraziare Mario Bevacqua anche per l’iniziativa sulla Borsa internazionale di cui certamente lui vi parlerà; la sua posizione ci mette oggi anche nelle condizioni di potere utilizzare una sua presenza in un organismo mondiale per portare nella nostra terra, nella nostra Provincia, anche un grande appuntamento, questo della Borsa Euromediterranea di cui vi parlerà. Quindi, ci sono tutte le condizioni per dire che le prossime risorse, caro Presidente Musumeci tu mi insegni il 2007-2013 non dovrà segnare nella utilizzazione delle risorse comunitarie solamente l’avvio di una nuova fare di strutture di carattere ricettivo. Dobbiamo ampliare l’area di Servizi, dobbiamo guardare come meglio ampliare questa area di Servizi; all’interno della programmazione 2007-.2013 ci sono delle risorse sufficienti. Allora, se da questo convegno, se dal Gruppo consiliare, se dalla Provincia Regionale di Catania parte un indirizzo e noi abbiamo una ambizione che stiamo esercitando in questi giorni, ci siamo  confrontati nei mesi scorsi, ma anche nelle scorse settimane con il nuovo direttore regionale della programmazione ed abbiamo detto che le Province non possono non assumere un ruolo di coordinamento nelle varie politiche, sia di investimenti, ma soprattutto di carattere culturale e turistico. Il coordinamento affidato alle Province regionali pare, non solo sull’asse città, ma anche più in generale, il coordinamento affidato alle Province, pare che il nuovo direttore alla programmazione abbia sposato appieno questa nostra indicazione. Allora, significa quel programma, abbiamo già approvato in giunta il programma di sviluppo economico, fatto bene, dove ora offriremo anche al Consiglio provinciale una opportunità di dibattito che può essere implementato, possono essere segnate le linee guida; allora, avendo un piano di sviluppo economico ed avendo la possibilità di utilizzare le risorse di sviluppo economico 2007-2013, e soprattutto di potere fare da capofila in tutte le iniziative, allora, io ringrazio il professore che parlerà del Distretto turistico, delle esperienze, ma io penso che piuttosto che fare tanti distretti o tante iniziative, così come sono state fatte, l’idea funziona comunque di stare insieme e la Provincia potrebbe comunque fare certamente da coordinamento. Potrebbe essere il collante attorno a cui promuovere una seria azione di promozione e di sviluppo turistico. Quindi, non è la terminologia, ma è il carattere del coordinamento, il carattere dell’ambito sovracomunale che deve spingere tutti a dire che c’è un Ente che ha tutte le caratteristiche per potere fare una seria azione di promozione. Allora, se tutte queste sono le ragioni per cui oggi il movimento “Nello Musumeci per la Provincia” ha voluto  dire -noi offriamo un contributo al nuovo documento, al piano di sviluppo economico, alla elaborazione di una strategia per il Settore del turismo-, io vi dico grazie. So che gli atti che saranno elaborati e poi raccolti in un documento, saranno un elemento prezioso all’interno di questo documento. Ringrazio anche Franz Cannizzo per il contributo che ha dato e soprattutto per la possibilità, ogni volta, anche nell’elaborazione e nella strategia, ringrazio tutto il gruppo consiliare, ma questa deve diventare una bella occasione per fare sì che il documento di programmazione, il documento di sviluppo economico, soprattutto in un Settore strategico, noi siamo convinti che non solo turismo, non solo agricoltura, non solo artigianato; noi pensiamo che in Sicilia ci sono 20 addetti al Settore del turismo. Se noi li decuplicassimo portandoli a 200 mila, già sarebbe un grande risultato. Sappiamo che la Sicilia è una terra di 5 milioni di abitanti, che ha una forza attiva di almeno 3 milioni di persone e quindi se il turismo è un Settore importante della nostra economia, va insieme all’artigianato, insieme  al commercio, insieme all’industria, insieme a tutte quelle grandi aree che certamente rappresentano una delle Regioni o una delle Province più effervescenti sul territorio  regionale sicuramente, ma anche una proiezione sul piano nazionale. A mio avviso, l’approfondimento, l’analisi, il tema così come viene posto, con i caratteri scientifici da un lato e con quelli imprenditoriali dall’altro, ma soprattutto con la spinta di carattere politico che viene dall’autorevolezza di chi è stato sia Presidente della Provincia, ma di chi è Parlamentare europeo e che quindi ha una visione che va ben oltre quella che è una dimensione locale, a mio avviso ci sono tutte le condizioni per potere dare un segnale forte in direzione dello sviluppo economico e della proiezione futura della nostra Provincia. Io in questo territorio non posso non dire l’attività che ha svolto il nostro Sindaco di Aci Castello che certamente mi chiedeva poco fa…, i giornalisti mi chiedevano – ma qui come funziona, per la prossima consiliatura cosa state pensando?- Io penso che chi ha lavorato bene vada riconfermato. Si deve creare una squadra attorno di personalità, si debba realizzare un progetto, un analisi politica. Si riparte sempre laddove si è fatto bene, laddove ci sono persone che hanno saputo dare segnali di (p.i.). Quindi ,  tutti insieme siamo qui per ripartire, per fare sì che non ci siano ipotesi isolate, iniziative che hanno il sapore personalistico, ma non hanno il sapore della coalizione, del coordinamento, di chi veramente  vuole bene a questa terrea e a questo territorio. Allora, è certamente bene utilizzare queste grandi risorse e queste grandi potenzialità. Quindi, un grazie per l’invito e un grazie a tutto il gruppo consiliare e con responsabilità vi dico che se approvassimo il bilancio entro il 30 dicembre, forse saremo la prima Amministrazione, saremo un’Amministrazione che certamente dà un segnale forte. Ieri purtroppo avevamo cercato di recuperare qualcosa che nell’abbondanza delle precedenti gestioni….,  non avevamo richiesto il contributo all’Assessore al lavoro, della stabilizzazione dei precari. Perdiamo qualcosa come 7 milioni di euro che non è cosa di poco conto. L’assemblea regionale ha fatto legge e non capisco per quale motivo il commissario dello Stato l’abbia impugnata, però le risorse a mio avviso vanno meglio utilizzate. Avremmo potuto utilizzare anche queste risorse per rilanciare l’azione turistica. Quindi, grazie Presidente per il suo invito. Un grazie ad Enzo che è prezioso per la sua attività quotidiana. Grazie a tutti.”</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene il Prof. Franz Cannizzo: “Grazie innanzitutto al Consigliere D’Agata e all’on. Nello Musumeci per l’invito, ma grazie a tutti voi perché con le condizioni meteo attuali è stato un sacrificio. Il mio intervento sarà breve anche perché mi accorgo che dopo dieci minuti l’attenzione cala in modo verticale, abbastanza breve perché desidero fortemente portarvi l’esperienza di Nuova Impresa. Nuova Impresa nasce nel 96, all’internoi di Conf. Commercio Catania e dal 96 ad oggi noi ci siamo occupati di tutto quello che è legato alla creazione di nuove attività del turismo, nei Servizi (p.i.) elettronico. Pensate che dal 96 ad oggi ho formato oltre un migliaio di nuovi imprenditori nel turismo, tutta la nuova generazione di albergatori, la Provincia di Catania e non solo, ed ho accompagnato questi imprenditori nella redazione del business plain e nel finanziamento di nuovi progetti imprenditoriali. Nel frattempo abbiamo creato, sempre all’internoi di Conf-Commercio, anche un circuito, che mette insieme i B&amp;B e (p.i.), al punto che oggi abbiamo, all’interno di questo circuito, oltre 30 operatori e un’offerta di circa 180 posti letto, per cui dal 2002 partecipiamo regolarmente a delle iniziative legate alla promozione e alla commercializzazione del turismo della Provincia di Catania. Cosa è venuto fuori durante questi anni di attività? Che comunque si sono accorti che la nostra Provincia è veramente una area con delle potenzialità. Ad esempio, tutta questa parte legata alla riviera ionica ha, dal punto di vista turistico, delle potenzialità legate non solo a quelli che sono i beni naturali, quindi la costa ionica stessa, ma anche ha due poli estremamente importanti, sto parlando di Catania e di Acireale, che possono sicuramente offrire in termini di offerta culturale una offerta sicuramente molto importante. Quindi, ci siamo accorti che la presenza di beni in questa area è sicuramente molto importante, però abbiamo anche compreso che un’area come questa ha bisogno di un intervento estremamente importante. Ad esempio, ci siamo accorti che la presenza di Servizi in questa area, oltre l’offerta ricettiva che è concentrata in buona parte anche qui, su Aci Castello ed Acitrezza, la presenza di Servizi è un po&#8217; deficitaria. (Voce fuori microfono) io sto parlando in termini tecnici, di prodotto turistico. Quando noi parliamo di prodotto turistico, affinché un’area sia competitiva dal punto di vista turistico, è importante che vi siano dentro alcune cose. Qui, sulla riviera, abbiamo sicuramente i beni offerti da questa costa, i beni offerti da Catania ed Acireale con il barocco…(Voce fuori microfono); abbiamo anche dei Servizi, ma sono dei Servizi sbilanciati forse in direzione del ricettivo, ma un po&#8217; deficitari in direzione di altri Servizi. Infine gli eventi. Gli eventi che vengono proposti, forse in modo concentrato in alcuni periodi dell’anno ed in modo assolutamente deficitari in altri periodi. Per cui, quello che noi ci sentiamo di fare osservare in quest’area, è che comunque in grande sforzo deve essere fatto. Un grande sforzo in termini di …, e creare una vera e propria identità, per quanto riguarda la riviera ionica, identità che in questo momento non esiste dal punto di vista di prodotto turistico. Quindi, mettere in relazione tutti gli operatori turistici affinché si riesca a cerare un sistema d’area vero e proprio ed affinché si possano offrire dei Servizi completi, anche perché ricordiamoci che il turista sceglie una determinata area in base ai Servizi presenti nel territorio. Quindi, possiamo anche dire che il turista sceglie in funzione della presenza di questi Servizi sul territorio. Mancando questi, il turista sceglierà un&#8217;altra area. Infine gli eventi che immaginando questo sistema di riviera ionica può anche in qualche modo caratterizzarla, perché se ci facciamo caso, pensandoci un attimo in più, questa area non è ancora, dal punto di vista turistico, ben caratterizzata, se non per l’offerta legata al balneare che viene offerta durante il periodo estivo. Quindi la riflessione che noi ci permettiamo di portare a questo tavolo, è quella legata alla possibilità di creare una sorta di marchio d’area, quindi riviera dei ciclopi, dove all’interno funzioni un sistema di relazione fra gli imprenditori che possano offrire non solo i Servizi mancanti…, voi pensate che solo recentemente sto seguendo dei ragazzi sulla Timpa che stanno creando dei servizi turistici legati ai transfert, perché di fatto manca al turista di potersi trasferire da un paesino localizzato lungo la Timpa verso altre località della Provincia o della Sicilia. Questo è molto importante. I Servizi possono rappresentare all’interno di questo marchio d’area Riviera dei ciclopi, anche una opportunità per la creazione di nuova occupazione per tutti i giovani che abbiamo sul territorio e quindi questo sforzo va fatto anche in direzione degli eventi. Noi non dobbiamo fare venire qui il cantante di grido, ma noi dobbiamo creare un evento legato alla storicità di questo territorio o legato a tutto quello che può caratterizzare in questo  momento il territorio. Voglio completare con una battuta. Oggi chi di voi ha la possibilità di tempo si colleghi su internet, vada su Google e cerchi un albergo qualsiasi della costa spagnola. Noterà che quando viene fuori la ricerca da Google, relativamente all’albero localizzato in una qualsiasi località spagnola, la struttura che compare propone non solo i servizi offerti dalla struttura ricettiva, ma propone anche tutto il territorio. Cosa che invece non succede nelle nostre strutture, non solo in Sicilia, ma anche nel resto d’Italia. Cosa voglio dire. Che noi dobbiamo avere la capacità di iniziare a muoverci come sistema, anche perché non si può continuare ancora per molto, perché questo significa perdere ulteriori quote a livello regionale o nazionale se non iniziamo a muoverci con una logica di sistema e la riviera ionica potrebbe essere già un esempio dove mettere insieme tutti gli operatori presenti sul mercato per creare nuovi Servizi e rendere più competitivo questo territorio. Grazie.</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene il Prof.Vittorio Ruggiero: Innanzitutto vorrei ringraziare gli organizzatori che mi danno la possibilità di esporre alcuni punti fondamentali di quelli che sono le ricerche svolte dal nostro Istituto. Diciamo che il quadro di riferimento della riviera dei ciclopi, ci pone alcuni interrogativi per quanto riguarda la sua valorizzazione turistica. Il Presidente della Provincia e gli altri intervenuti, hanno messo in evidenza il fatto  che un’area come questa richiede  necessariamente un inquadramento all’interno di un contesto (p.i.). Gli interrogati che io credo dobbiamo porci in questa sede, sono innanzitutto: che prospettive presenta il turismo in questa area. In un contesto generale siciliano nel quale il turismo registra una stasi se non degli arretramenti. Convegni passati hanno messo in evidenza che la grave pecca del turismo siciliano era quello di avere una bassa utilizzazione degli impianti. In passato, questo è stato sempre il problema fondamentale. Questo problema oggi si pone in maniera ancora più pressante, proprio perché le infrastrutture nel frattempo hanno segnato dei vistosi progressi, ma non si è accompagnata ad un altrettanto aumento dei flussi turistici. Quindi, lo squilibrio tende ad aumentare invece che diminuire. Quali scelte è necessario compiere in quest’area? Che significa soprattutto valorizzazione turistica in un contesto come quello del quale noi stiamo discutendo. Evidentemente, si tratta di interrogativi che richiedono alcune premesse. Quale valore noi in un progetto di sviluppo turistico attribuiamo al territorio e al paesaggio. Badate bene, non è un’affermazione così peregrina perché in base al valore che noi attribuiamo a questi componenti, a queste nostre risorse turistiche, che il progetto può avere una valorizzazione e soprattutto la scala che noi vogliamo impostare, le scelte che vogliamo per questo specifico territorio. Un altro elemento importante è quello degli attori locali; gli attori che vanno coinvolti localmente, e quelli esterni, badate bene, è necessaria anche una forte partecipazione dall’esterno verso il progetto che vuole avere una certa valenza di carattere più ampio e non essere un progetto localistico,  ma un progetto locale, cioè che affonda le sue radici a livello locale, ma che abbia il cervello in un contesto molto più ampio. Quello è uno dei grandi problemi che si pongono oggi per le aree del turismo come quella della Riviera dei Ciclopi, cioè avere un progetto che abbia piantati i piedi nel territorio, ma che abbia una capacità di dare un proprio contributo a livello globale. Questo è uno dei grandi problemi delle nostre aree di sviluppo turistico. Per rispondere a questi interrogativi, noi dobbiamo necessariamente fare riferimento a quelli  che sono i Distretti turistici o i sistemi turistici locali. Sono due novità che ormai sono già state metabolizzate a livello nazionale, ma che purtroppo a livello regionale trovano una serie di iniziative che rimangono sospese perché la Regione deve ancora dare delle direttive in proposito. Perché è importante che la Regione dia le sue indicazioni. Badate bene, un sistema turistico locale, secondo quello che ci dice la legge nazionale e la legge regionale, sono dei sistemi che tendono ad aggregare forze che partono dal territorio e però le forze che partono da un territorio non operano sempre in una logica chiara e sufficientemente estesa, cioè, detto in parole povere, i più forti tendono ad aggregarsi tra di loro e a gestire un’operazione forte lasciando i territori circostanti in una condizione di inferiorità, anzi  di dipendenza. È la Regione che deve svolgere un ruolo determinante dal punto di vista dell’equilibrio territoriale. Non vogliamo per caso sul turismo, quello che è stato fatto per l’industrializzazione del mezzogiorno? Cioè, aree forti, creare nelle zone costiere delle aree di concentrazione delle attività e impoverire per contro quelle interne? Ecco che a questo punto emerge con molta evidenza quale potrebbe essere, in un contesto di equilibrio territoriale, la funzione fare  di un’area forte per il turismo quale potrebbe essere la Riviera dei Ciclopi. A questo punto, dovete pensare che la Regione debba fare una politica di riequilibrio e dare assenso, perché nella realtà la Regione non fa altro che dare un consenso, sono le forze locali che devono svolgere il ruolo propulsivo dello sviluppo del turismo di un distretto turistico. La Regione deve semplicemente avallare quella scelta o non avallarla e indicare eventualmente le vie alternative. Ecco quindi, che il problema dei distretti turistici diventa un problema complesso, diventa un problema di politica del turismo ma, in generale in problema di politica economico territoriale. A questo punto, un distretto turistico o sistema turistico locale, che in realtà sono la stessa cosa perché la legge nazionale del 2001 sui sistemi turistici, che definisce i sistemi turistici locali, la legge nazionale quadro che definisce i distretti turistici, in realtà convergono verso alcuni punti essenziali, ma qual è la novità per la Sicilia soprattutto, è quella di passare da un quadro istituzionale nel quale la pianificazione turistica aveva una impostazione di tipo funzionalista, cioè facendo riferimento a quadri di carattere astratto ad una impostazione della polemica di tipo territorialista, cioè nella quale il territorio diventa l’elemento determinante di un progetto di sviluppo turistico. Cosa significa mettere il territorio al centro di una politica di sviluppo turistico? Innanzitutto significa compiere delle scelte che passano da una società moderna ad una società post moderna, nella quale le risorse culturali e le risorse naturali di un territorio sono al centro di un progetto. Differente è il caso in cui il progetto viene definito in base a quelle che sono le logiche di tipo applicativo funzionale di un territorio. Primo elemento di un distretto turistico…, deve avere come elemento di fondo l’identificazione del prodotto con il territorio. Il prodotto del turismo è fondamentalmente il territorio. Lo sviluppo in chiave sistemica e di rete, e di questo se ne è già parlato; la sostenibilità territoriale dello sviluppo, cioè la capacità di quel capitale che è il territorio, la capacità di conservarlo e valorizzarlo in funzione di una identità locale sempre più forte. Poi, una delle cose che purtroppo tende a districarsi a livello locale, è la coesione sociale. È uno dei grandi elementi che la comunità europea ha posto a base di ogni progetto di sviluppo. Un corollario della questione sociale è il passaggio da logiche di gouvernement a logiche di governance, cioè di partecipazione, di Governo  partecipato dal passo, cioè ogni progetto deve partire da quelle che sono le forze locali e gli stessi cittadini. Altro elemento fondamentale del distretto turistico deve essere l’equilibrio che si deve venire a creare tra paesaggio, attività economiche e patrimonio culturale. È un equilibrio molto difficile da raggiungere. È l’equilibrio che consente un processo di sviluppo sostenibile. Noi  dobbiamo agire in una logica nella quale il processo di sviluppo non si fermi all’oggi o al domani, ma sia  (p.i.) e basarsi su risorse riproducibili che non vengano consumate a svantaggio delle generazioni successive. La valorizzazione delle identità locali è un altro di questi elementi. La complementarietà del turismo come atto economico. Strategie di processo sono altro elemento importante. È evidente che in un quadro di questo tipo, un distretto turistico non può essere la Riviera dei Ciclopi. La Riviera dei Ciclopi deve rappresentare il fulcro, il sistema complesso che potrebbe essere l’area etnea, potrebbe essere una parte della Provincia di Catania, ma a questo punto viene naturale chiedersi quale sarebbe il ruolo della Riviera dei ciclopi in un contesto quale potrebbe essere il sistema turistico etneo. Noi ci troviamo in un area nella quale le infrastrutture turistiche sono particolarmente  rilevanti, soprattutto quelle alberghiere ed extra alberghiere. Siamo in un area nella quale  le attrazioni paesaggistiche, culturali e balneari sono rilevanti. È possibile incentivare il turismo nautico che è una delle altre possibilità che si presentano a questo territorio, ovviamente se si punta sullo sviluppo di un turismo nautico che sia veramente turismo nautico e non di accoglienza delle imbarcazioni locali. A questo punto, vale la pena di richiamare quello che ci propone il piano di sviluppo della nautica da diporto della Regione siciliana. Da questo punto di vista, l’area dei ciclopi potrebbe svolgere un ruolo determinante. È un area nella quale i diportisti potrebbero trovare un punto di riferimento. Anche in questo  caso bisogna operare in una logica di rete perché quest’area non ha mai assunto un ruolo determinante dal punto di vista della nautica da diporto. Ci sono due grandi problemi da risolvere, non solo le infrastrutture di accoglienza riservate a quella che è la nautica da diporto che viene dall’area del mediterraneo, ma c’è il problema dei legami in rete. Il diportista non si muove partendo da un porto per arrivare ad un altro, ma segue un percorso nautico ed allora è necessario che questa area sia in rete per quanto riguarda il sistema dei porti della Sicilia, ma anche il sistema dei porti del mediterraneo. Man man che noi riusciamo a portare i nostri porti ad aggregazioni di livello superiore, noi avremo fatto un passo avanti, ma è ancora più importante il legame con l’entroterra. Bisogna dare a quest’area un marchio di fabbrica nel quale viene contenuto quello che noi possiamo offrire dal punto di vista storico culturale del territorio. Grazie.”</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene il Dott. Bevacqua:  &#8220;Consigliere D’Agata, Presidente Musumeci e cari amici. Il tema è talmente affascinante che noi potremmo stare qui a parlare ore ed ore, vedendo anche i particolari e considerando anche la relazione che il prof. Ruggero ci ha fatto, potremmo stare qui a parlare per mesi. Questo non è consentito, l’attenzione è calata verticalmente, come diceva il prof. Canonizzo, e quindi cerchiamo di arrivare compiutamente a qualche cosa di concreto perché mi piace ricordare in questo momento un caro amico con cui ho fatto tante conferenze che concludeva sempre – dopo che hai parlato tu, a questo punto intervengo io, il prof. Montemagno che è stato un pioniere della politica turistica della nostra Regione e non solo. Poi diceva sempre – ma qui dobbiamo passare al pratico-. Una volta che abbiamo teorizzato, una volta che abbiamo visto tutto quello, abbiamo tutto e non abbiamo niente. Quante volte con il Presidente Musumeci noi, anche qui, appena entrando – siamo sempre qui a parlare di turismo, ma concretamente cosa abbiamo fatto? Lo sapete cosa abbiamo fatto in Sicilia? Siamo  passati dal galleggiamento e siamo andati a finire sott’acqua. Questo è stato purtroppo una triste realtà. Le motivazioni non interessano. Non interessano agli imprenditori le motivazioni. Bisogna capire perché questo fenomeno è successo, perché sono stati spesi milioni di euro per creare nuove opportunità di accoglienza e nonostante questo, noi abbiamo tristemente un segno meno di fronte alle presenze turistiche siciliane. Poi, potremmo argomentare perché  non sono censite le seconde case, perché bisogna valutare determinate cose…; io mi attengo ai dati ufficiali, quelli che mi possono dare una linea di confronto. Quando partimmo con il Presidente Musumeci per cercare di capire perché la Provincia di Catania non era una Provincia turistica, incominciammo ad analizzare qualcosa. Eravamo nel ‘95. Benissimo, dal ’95 fino al 2000 noi abbiamo riportato, con una progettualità precisa, costante, sempre il segno più nell’avanzamento delle presenze turistiche nella Provincia di Catania, cercando semplicemente di renderci conto quello che il territorio ci poteva dare e come utilizzare al meglio questo benedetto territorio. Scontri terribili con il Presidente Musumeci che evidentemente aveva da seguire la sua linea politica, ma che comunque accettava quella che era l’evoluzione di un determinato tipo di discorso. Poi, in maniera terribile lo scontro, quando io dissi – lo sai perché  non vengono i turisti a Catania? Perché c’è l’Etna-. Mi guardò e disse – non è possibile, il monumento naturale della nostra Provincia?- Sì, caro Presidente , perché da una indagine fatta hanno paura divenire su questo territorio. Non sto parlando di persone non all’altezza di comprendere determinate cose; sto parlando del luogo comune, perché se io dicessi – volete andare a Gaza oggi?-, mi dispiace ricordare questo nome in questo momento di tragedia; il turismo si è bloccato ora, mentre stava ripartendo Israele, negli ultimi due anni dopo che era stato (p.i.), capite quanto sia fondamentale e importante la pace e la tranquillità dei territorio. Si parla di euro mediterraneo, di area di libero scambio nel 2010; Presidente, non capisco come si possa realizzare, quando ancora abbiamo le frontiere bloccate, area di libero scambio… la Libia, la Palestina, la Siria, tutta quell’area che è incendiata, senza parlare della Turchia che ha dei problemi e quindi, continuiamo a parlare di area di libero scambio, ma su quale base? Come possiamo portare avanti queste cose concretamente e come a volte la politica ci illude sotto un determinato punto di vista. Ieri, è sotto gli occhi di tutti quanti, tutti quegli schemi che ci sono stati proposti dalle FF.SS. Vi posso garantire, io non ci sarò per vedere quello che hanno proposto questi signori, considerando i tempi burocratici, i tempi tecnici di realizzazione e per come vanno le cose da noi. Vogliamo qualcosa di più concreto che si possa immediatamente utilizzare, però secondo il mio punto di vista quello che manca alla Sicilia, complessivamente, è il progetto. Ci sono tante belle iniziative, ognuno per conto proprio, ognuno che cammina senza dare il contributo all’altro, l’agricoltura, il vino, le vie dell’olio, la isolanità, il vulcano, il sud est dell’isola, il barocco…tutte bellissime cose. Ho appreso, e da sempre noi siamo su questa strada come operatori, gli eventi servono solo ed esclusivamente se sono programmati per il turismo; poi, sono sicuramente delle cose essenziali ed importanti per altri scopi se vogliamo dare dei Servizi alla popolazione. Dicevo sempre, e continuo a dire, che le tre cose certi in Sicilia sono le tre grandi feste, quella di S.Rosalia, di S.Agata e di S.Lucia. Su quelle l’operatore turistico poteva stare tranquillo perché alle date prefissate, sarebbe comunque  e in qualsiasi modo avvenuto l’avvenimento. Bene, detto questo, vorrei ritornare un momento al discorso che è la Riviera dei ciclopi, perché questi sono temi generali ed io per primo voglio essere concreto. È indubbio che la Riviera dei ciclopi è sempre stata apprezzata ed ha avuto sempre questa grande potenzialità che non è riuscita ad esprimere compiutamente. Alcuni fatti amministrativi? Benissimo. Se qualcuno ha ritenuto di aprire un’azienda Catania &#8211; Aci Castello, evidentemente ha ravvisato che c’era una potenzialità in questo  contesto. In quella zona c’era un problema enorme di pulizia durante il sabato e la domenica. Non si può tenere una zona turistica sporca perché si tratta di sabato e di domenica. È stato fatto…, io personalmente sono stato testimone, che la domenica mattina l’Assessore insieme ai VV.UU circolavano per vedere se erano strati puliti i cassonetti davanti ai grandi alberghi; erano stati puliti ed io personalmente mio sono complimentato con queste persone come utente, non come imprenditore del turismo, perché oggi bisogna avere le idee chiare. Il turista cerca la qualità dei Servizi e l’ambiente. Non è l’albergo bello, bellissimo, eccezionale per cui il turista viene, ma è il territorio che fa zona turistica. Il castello del 1057, mi pare, con tutto quello che si cerca di fare però c’è una pecca, la pecca è la comunicazione. Qualsiasi cosa si faccia sul territorio viene detto troppo presto o troppo tardi, per cui non lo si usufruisce per quelle che sono le necessità del turismo. Allora, quando ho sentito parlare Canonizzo e il Professore della necessità della identificazione del territorio, io sono perfettamente d’accordo perché qui dobbiamo una volta per tutte decidere tutti insieme se il turismo lo vogliamo oppure No. Se lo vogliamo, dobbiamo creare le condizioni per l’accoglienza del turista, ma non noi o i politici o gli amministratori, ma noi che viviamo il territorio, perché se io vedo, faccio un esempio molto banale, che sono accolto bene da quel tabacchino in quella determinata zona, evidentemente mi rendo conto che quella zona ha acquisito il valore intrinseco che rappresenta per la zona il turismo stesso. In sicilkia non è acquisito. Non è acquisito perché un settore economico, oggi industriale, che rappresenta il 12% del PIL regionale, non ha quella attenzione che un Settore che rappresenta il 12% del PIL di una qualsiasi Regione dovrebbe avere. Abbiamo le idee più belle del mondo sicuramente, ma a me dissero una volta che le idee più belle del mondo sono quelle che si realizzano e parlando l’altro giorno con il prof. Leonardi, colui che dovrebbe fare partire questi fondi strutturali, io alla Fondazione del Banco di Sicilia ho fatto semplicemente una osservazione – professore, da ex alunno della sua Università, la London economics, a me hanno insegnato che più si movimenta il denaro, più il territorio ne ha beneficio. Possiamo spiegare alle persone cosa significa 6.5 miliardi di euro fermi in due anni nelle casse di chi non so chi?- Ovviamente, lui non  mi poteva rispondere perché era stato incaricato da tre mesi nel portare avanti questa cosa, ma voi immaginate se ci fossero su tutta la Sicilia spalmate 6..5 miliardi di euro, che producono, che creano, sicuramente non staremmo qui…; lo dicono in questi termini perché molto semplicemente, in Spagna, che hanno le stesse condizioni, particolarmente nel sud della Spagna, i miei amici, i miei concorrenti, i miei colleghi, già da gennaio del 2007 usufruiscono sul territorio di questo  benefit, diretto o indiretto. Detto questo, se noi non abbiamo la continuità d’azione, non possiamo fare niente. Io voglio essere chiaro con tutti quanti. Siamo in una profonda crisi strutturale, non semplicemente siciliana, italiana, europea o mondiale, però c’è un dato che mi fa riflettere. Nonostante la crisi, il Settore del turismo, anche se ha rallentato, perché le previsioni del passato erano di un incremento di circa il 5,6% annuo e quest’anno le previsioni sono circa il 4%, continua a funzionare. Quindi, evidentemente è qualcosa su cui si deve continuare ad in vestire, dal mio punto di vista, con fatti concreti. Non è più il caso per la Provincia di Catania continuare a fare alberghi o (p.i.). Dobbiamo controllare il territorio. Dobbiamo fare una scelta (p.i.) della qualità dei Servizi che vengono erogati sul nostro territorio, perché la qualità dei Servizi diventa essenziale. Oggi nel mondo del turismo è la prima motivazione nella scelta del territorio. Secondo, dobbiamo attenzionare più l’ambiente   in modo tale da potere proporre a chi vorrà venire dalle nostre parti, le nostre peculiarità perché ormai nel turismo l’albergo bello, bellissimo, eccezionale lo troviamo ovunque e forse a dei costi meno significativi di quelli che sono da noi. Noi dobbiamo esaltare le nostre unicità. Perché i faraglioni di Capri sono conosciuti in tutto il mondo e i faraglioni di Acitrezza No? Abbiamo  peccato forse nella comunicazione? Forse non abbiamo attualizzato le nostre cose? Perché non diciamo che la Provincia  di Catania è una delle poche Province del mediterraneo che ha sia la Riserva marina che la Riserva montana? Sia la spiaggia con la Plaia a destra e la scogliera a sinistra, per poi riprendere con Fondachello che ha un altro tipo di utilizzazione di spiaggia. Perché non focalizziamo questa attenzione e tutti insieme, forse, focalizzandola, riusciremo ad ottenere quel piccolo positivo a cui tutti tendiamo. Signori, se noi iniziamo a lavorare con un qualsiasi progetto concreto, dobbiamo lavorare e sacrificarci per i prossimi 3 – 5 anni. Se noi pendiamo che dall’oggi al domani possiamo capovolgere le cose, non ci siamo. Il mondo ormai è partito. Concludo con un segno di speranza. Casualmente io ebbi modo di incontrare il Sindaco, allo Sheraton, il 13 settembre di quest’anno quando, non lo sapeva nessuno, è stato firmato qui, sulla Riviera dei Ciclopi, la convenzione fra tutte le federazioni euro mediterranee che ha portato alla definitiva conferma di quello cui accennava il Presidente Castiglione, della Biennale del turismo mediterraneo che è stata definitivamente approvata dalla Conferenza mondiale degli agenti di Viaggio a Manila quest’anno. Benissimo, esattamente nel momento in cui è stata approvata, perché si sappia, la Francia ha presentato la propria candidatura mettendo a disposizione di questa idea Cannes, Nizza e la Costa Azzurra. Immediatamente, ha risposto la Spagna mettendo a disposizione Palma di Maiorca  e il Palazzo del Turismo di Palma di Maiorca con tutta la sua attrezzatura. Ecco,questi sono i concorrenti, queste sono le grandi sfide. Io il mio piccolo contributo l’ho dato, dando e chiedendo ufficialmente qui, ad Acitrezza, ad Aci Castello, la priorità della Biennale del turismo mediterraneo in Italia. Ovviamente, nel mio cuore c’è la Sicilia. Grazie.”</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene Davide Bonaccorso, Op. del Settore: “Sarò abbastanza breve perché comunque chi è intervenuto ha già dato il suo utilissimo contributo a questa giornata che è stata organizzata dal Consigliere Enzo D’Agata. Intervengo per dire, da operatore del Settore e da cittadino di Aci Castello, una considerazione. Dobbiamo subito, in breve, l’Amministrazione che verrà o gli amministratori che già ci sono, scegliere quale tipo di economia si vuole incrementare su questo territorio perché il turismo è soprattutto economia. La vocazione turistica di Aci Castello non può essere solamente una frase detta così, solo per considerare un territorio, ma deve essere una risorsa e una ricaduta economica per il territorio. Quindi, decidere che tipo di economia bisogna incrementare su questo territorio. Vogliamo continuare ad operare una economia di massa, ovvero avere attività commerciali di medio o basso livello e quindi creare caos, sporcizia e comunque confusione, oppure vogliamo scegliere di operare sul turismo ed avere una maggiore fruibilità del territorio ed anche un rilancio di immagine di questo territorio. Questo bisogna operare per Accastello e la Riviera dei Ciclopi. È una scelta che bisogna fare presto. Come si potrebbe operare questa scelta? Alcuni anni fa, quando ero membro della consulta giovanile, feci una proposta che fu approvata dalla consulta giovanile e inviata all’Amministrazione comunale; quella di istituire un vero e proprio tavolo tecnico permanente del turismo ad Accastello. In quel tavolo tecnico vanno a sedersi non solo gli amministratori comunali, ma tutti i rappresentanti dei settori produttivi di Aci Castello, insieme ai rappresentanti delle associazioni giovanili, insieme ai rappresentanti delle associazioni culturali di Accastello, insieme ai rappresentanti delle categorie dei cittadini, perché la scelta di come fruire il territorio deve venire sì dall’Amministrazione, ma soprattutto dal basso, da chi vive nel territorio. Ecco, questo è un metodo sia per decidere tutti insieme, ma soprattutto per fare aggregare tutte queste categorie perché ancora non esiste una vera e propria aggregazione fra le categorie. Esiste ancora, purtroppo, una invidia, una concorrenza spietata e si tende a parlare poco. In  questa maniera, con l’elezione di un rappresentante all’interno di questo tavolo tecnico, si invita indirettamente a fare parlare tra di loro le categorie, per avere così una visione comune di quello che si potrà andare a scegliere nel tavolo tecnico. Non solo. Un&#8217;altra soluzione, perché il turismo deve essere innanzitutto ricaduta sul territorio, potrebbe essere quella che l’Amministrazione, comunque questo tavolo tecnico può operare con gli operatori del Settore, affinché i giovani di questo territorio  (p.i.)    possano diventare ricaduta economica sul turismo. Perché io devo andarmene a lavorare nel turismo fuori da Aci Castello, quando qua ci sono tante e tante occasioni  di lavoro? E allora,  stilare un protocollo d’intesa dove ogni albergatore, ogni operatore turistico si impegna a dare un 10% del personale al cittadino locale…, è importante questo. Com’è importante inoltre,  avere una strategia, non andare alla Bit a fare un stand per fare vedere le cose belle, ma andare alla Bit per attirare il turista attraverso quello che è la cosa più importante della BIT, il By Italy  dr. Bevacqua giusto? Penso che sia il modo per andare a vendere il nostro territorio agli operatori stessi del Settore, presentare si le bellezze, ma presentare anche tutti i servizi che questo territorio offre a degli esperti che possono veramente inviare del turisti. Ma dei turisti quando? A noi non interessa il periodo da maggio a ottobre, interessa la destagionalizzazione, deve essere la parola chiave per il prossimo futuro di Accastello,  destagionare il turismo, perché gli alberghi non possono chiudere da novembre a marzo, è un periodo di grande sofferenza per gli alberghi questo inverno, e un norvegese, che a gennaio vive a –20 gradi, può fruire di Aci Castello, dove quasi, quasi a gennaio si può andare a fare anche il bagno a mare. Può comunque vivere un relax, e non stare al suo freddo e comunque conoscere tutti i beni culturali e paesaggistici che questo territorio offre. Un&#8217;altra,  e qui chiudo. Qualcuno dice sembra facile, sembra facile, ma fin ora non si è fatto niente, parliamoci chiaro; bisogna veramente sedersi e dare una scossa, se non ci diamo una scossa e ci sediamo non possiamo mai pensare al futuro, rimangono solo parole, diamoci una scossa e vediamo quello che si può fare, anche perché, questo è l’ultimo treno, i fondi 2007 2013 sono gli ultimi, dopodiché non si potrà accedere più  a nessun finanziamento, dopodiché nessuno più crederà nelle nostre potenzialità, e quindi sarà peggio per tutti quanti. E’ chiaro se noi sfruttiamo queste risorse, se noi sfruttiamo anche l’abilità dei privati ad investire attraverso i proiect financing, è chiaro che si potrà avere più ricaduta economica sul territorio, e si potrà avere  anche lavoro per i giovani e per tutti gli operatori del Settore. Il Presidente Castiglione, poco fa ha parlato di agricoltura, enologia, ecc ecc, non è una caratteristica tipica del nostro territorio, perché qui bisogna incentivare sul pesca-turismo che è la cosa più importante che riguarda questo territorio. Quindi questa è  la nostra proposta che noi vogliamo avanzare agli amici, all’onorevole Musumeci, a Enzo D’Agata, e tutti gli amici che vogliono condividere insieme a noi questo mondo di intendere il turismo qua ad Aci Castello.  Speriamo  che la prossima amministrazione, che è l’amministrazione provinciale ci possa supportare per cominciare a smuovere un poco le cose in questo territorio. Grazie.</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene la dr. Viviana Grasso: “Sarò brevissima, vorrei solamente sottolineare due cose che mi hanno colpito. Si è parlato di Palma di Maiorca, Cannes, ecc.eccc.; parliamo  di questi nomi e citiamo questi nomi perché li conosciamo questi nomi. Il problema grosso della Sicilia, a mio parere, e in particolare nella Provincia di Catania, è che c’è un’immagine distinta della Sicilia  in generale. Nei  sondaggi, sull’immagine dell’Italia la prima regione che appare è la Sicilia, nel suo complesso, e le città siciliane appaiono agli ultimi posti nella classifica, proprio perché  la Sicilia è vista come un luogo indistinto, un luogo dove tutto quanto appare…, non grigio ma dove non c’è una punta che spicca o una città che si distingue rispetto alle altre. Volevo portare un esempio, che mi ha colpito parecchio che è l’attuale nascita del distretto Taormina-etna, che secondo me nasce proprio da questa riflessione, dal fatto che Taormina  è proprio una realtà che il turista riesce subito ad identificare e a localizzare, e l’Etna, che è uno delle maggiori attrazioni, uno dei fattori distintivi della nostra Regione. Quindi  aver messo insieme proprio come (p.i.), Taormina e Etna, e quindi mettendo insieme in rete e quindi senza creare nulla di nuovo, ma mettendo solo insieme tutta  l’offerta che si moltiplica all’interno delle due Province, secondo me è una cosa strategica, è una cosa azzeccata. Poi, non so se funzionerà o non funzionerà, però c’è stata in questi anni una grandissima politica di comunicazione, una grandissima voglia di farsi conoscere; al Bit di Milano, quando si esce dall’aereoporto, si vede un mega cartellone con su scritto dormire a Etna, è un computer dove si può subito accedere all’offerta, a tutta l’offerta, si parla di percorsi  enogastronomici, percorsi naturali, percorsi naturalistici, percorsi artistici e tutto quello che la Provincia, o le due province messe insieme riescono ad offrire. Avendo  come traino la grande capacità ricettiva di Taormina e di Giardini Naxsos, praticamente sono quasi la metà delle strutture ricettive di tutta la Regione, come qualità sono, diciamo le punte della Sicilia, e tramite questo, attraendo la gente a conoscere anche l’interno e anche l’offerta che c’è  sull’Etna e quindi magari togliendo questa paura che c’è nei confronti di questo vulcano, perché  effettivamente  la paura c’è. Quindi secondo me in questa sede si dovrebbe proporre, appunto  di non creare nulla di nuovo, ma di mettere a sistema tutto quello che c’è e portare oggi una politica di comunicazione attraverso le borse internazionali, ecc ecc, che secondo me potrà, si avere per esempio come traino i faraglioni qui, di Acitrezza, Verga, Giovanni Verga ecc., che tutti quanti conoscono in Italia e che potranno in questo momento in questo modo attrarre i turisti all’interno della Provincia e portarli a conoscere l’immensa offerta che la Provincia di Catania  ha, perché la Provincia di Catania offre qualunque tipo di attrazione turistica, attrazione artistica, enogastronomisa, di qualunque epoca si parli. Solamente che appunto, allo stato attuale, non si distingue dal resto della Sicilia.</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene il dr. Nello Oliveri: Grazie Enzo, sarò brevissimo. Intanto permettetemi  da uomo di parte di ringraziare il mio partito per aver organizzato questo incontro stamattina e particolarmente il gruppo alla Provincia. Io vorrei scindere in due tronconi  il mio intervento, vista anche l’ora tarda, e le conclusioni del vice segretario nazionale Nello Musumeci. Primo, perché le mie origini sono “trizzoti” e quindi gioco in casa, io sono figlio di marinai, ho molti parenti ad Acitrezza. Secondo spunto. Io  ricordo quando sono stato sindaco anni fa, quando l’allora Presidente Musumeci ebbe quella bellissima idea della città-albergo, e ci spronò un po&#8217;  tutti i sindaci della Provincia di Catania, riunendoci ci disse: &lt;fate diventare i vostri paesi città-albergo&gt;. Ecco io fui uno, non so se uno dei pochi o dei tanti, comunque colsi al volo quell’idea di Nello Musumeci, e mi attivai affinché nel mio paese, che è Aci Catena, il palazzo più importante che era abbandonato da oltre 300 anni, palazzo dei Principi Raggio,  venne acquisito dal comune  previo finanziamento europeo, con tutto un lavoro certosino che abbiamo fatto, anche con l’aiuto tuo, Nello, diventò patrimonio comunale tutto. Oggi è quasi in via di completamento, parliamo di un palazzo che conta 365 stanze, è un palazzo reale, non principesco. Così come fu acquisito allora, un cinema abbandonato che venne acquistato dall’amministrazione ed è in via di completamento anche questo. Un cinema storico, porta il nome Savoia, cinema Savoia. Qualcuno  ricorderà. Detto questo, vorrei un attimino…, approfitto della mia amica sindaco di Aci Castello, e dei signori assessori presenti, per dire, io ricopro la carica di Presidente dell’ATO Catania 2, anche  il Comune di Aci Castello è uno dei 10 comuni che fa parte dell’Ato che io rappresento, e prendendo al volo l’intervento del dr. Franz Cannizzo, e il dr. Mario Bevacqua, quando dicevano loro i Servizi…. Certo, Silvia ricorderai che una delle primissime cose, appena io mi sono insediato, 11 mesi fa, fu lo svuotamento dei cassonetti, che stranamente in un paese turistico, la domenica non venivano svuotati. Fu una cosa che mi fece impazzire e mi chiesi, ma come mai un paese turistico la domenica rimane con i cassonetti non svuotati. Ci siamo attivati, abbiamo capito il perché, entro un brevissimo termine fu attivato quel servizio. Ecco, a volte basta poco per dare al turista, al visitatore, l’aspetto di una città igienicamente pulita, perché le strade devono essere spazzate, i cassonetti svuotati e lavati, le spiagge pulite, perché Accastello ha anche questa pecularietà rispetto ad altri comuni. Aci Castello, Acireale, hanno molte spiagge, noi ci prodighiamo come Ato, affinché questi servizi vengano continuamente assicurati. (Voce Fuori Microfono) Col sindaco, abbiamo, col sindaco e con i loro assessori, siamo riusciti e stiamo ottimizzando un servizio di differenziata, in un modo, in modo di poter raggiungere l’efficienza, affinché veramente, si possa offrire al turista, visitatore e fruitore di questi luoghi, adeguato servizio perché, può sembrare una piccola cosa, ma vi assicuro che non lo è. Nel  momento in cui un turista si reca in un territorio e lo trova igienicamente accogliente, sicuramente vi ritornerà. Grazie.</p>
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<p style="text-align:justify;">Interviene l’on. Nello Musumeci, Dep. Euro parlamentare: Il disagio di dovere parlare per ultimi, cari amici, è quello di non poter dire quello che è stato già detto, soprattutto di parlare a un auditorio inevitabilmente stanco. E allora vediamo di arrancare per non abusare ancora della vostra pazienza. La politica si confronta sui temi forti, propone, analizza. Noi  ci siamo riusciti. Questo collegio da sei mesi ha un consigliere provinciale, e il consigliere provinciale si è aperto al confronto col territorio. Enzo D’Agata, ha voluto che qui si parlasse di turismo, e non è escluso che se ne possa parlare anche  in un altro centro del collegio di Acireale, perché non rimanga un argomento…, è facile parlarsi addosso, ma perché diventi, intanto per il nostro gruppo consiliare alla Provincia che è formato da 3 consiglieri, poi per il nostro movimento politico, Alleanza Siciliana La Destra, poi per il confronto con gli altri alleati, essendo noi una forza di centro destra, ma anche con chi nel centro destra non è, per parlare di problemi che diventino, che si trasformino da idee ad azioni, e quindi un primo risultato. Secondo risultato. Quello  di avere messo assieme, attorno a un tavolo, uomini politici, operatori del Settore, studiosi. Tutto questo diventa la sintesi dello strumento che può e che deve affrontare questo annoso e insoluto problema dello sviluppo turistico. Aci Castello una città turistica? No! Catania è una città turistica? No! Sarebbe davvero fare ridere la gente. Aci Castello è un comune a vocazione turistica, Catania è una città a vocazione turistica. Il  turismo è un’altra cosa naturalmente. Una città è turistica, solo se almeno il 40% del turismo riesce a determinare il PIL. La Sicilia non  una regione turistica. Ecco, intanto cominciamo a chiarire questo. Poi cominciamo a chiarire che la gente che affolla Aci Castello , non fa turismo. Ecco, crea soltanto un movimento per un determinato segmento commerciale. E’ utile fino ad un certo punto, perché bisogna riuscire, ma qua gli studiosi naturalmente possono benissimo dare lezione a cominciare da chi come me ha interesse, bisogna capire quale resa e quale onere comportano 1000 persone il sabato sera ad Aci Castello, e il discorso ci porterebbe lontano. E allora il tema del nostro convegno ha un senso. Quando Davide parlava ed esortava l’amministrazione comunale a subire una scossa, naturalmente io non faccio pagelle sull’amministrazione comunale, né su questa, né su altre, perché questo non è il luogo adatto e io sono la  persona  meno deputata a farlo, l’amministrazione comunale ha operato in un contesto di limiti e di vincolo, che ha tentato in un certo senso di neutralizzare. Che abbia fatto bene, che abbia fatto male,che poteva fare di più, che poteva fare peggio, questo è un tema che affronteremo fra qualche mese  in campagna elettorale. Qui stiamo parlando soltanto di un tema specifico, e Silvia Raimondi, oltre ad essere amica mia, ha avuto e continua ad avere il mio apprezzamento perché, intanto perché è una donna, e la donna hanno una iper sensibilità, poi perché è la moglie di un mio carissimo e indimenticato amico, e poi perché rappresenta una comunità che certamente, si interroga con angoscia, ma anche con fiducia sul proprio futuro. Il prof. Ruggero, insieme agli altri amici, ha detto cose interessanti. Il turismo non lo inventa una città. Il turismo non lo inventa un territorio. Io  vengo da un paese noto per produrre mostarda di fico d’india; ecco cominciamo da questo, da 350 anni Militello fa mostarda di fichi d’india. Bene, i miei concittadini produttori di mostarda di fichi d’india,  pensavano di chiedere il riconoscimento all’Unione europea come denominazione particolarmente protetta perché si tratta di un prodotto d o c specifico. Ho  spiegato loro, che quando sui mercato mondiali arriverà il marchio mostarda di Militello, nessuno se ne accorgerà. Se  arriverà mostarda di Sicilia, può darsi che qualcuno possa si  fermare e possa fermare la propria attenzione. Cosa voglio dire. La  Riviera dei Ciclopi è da solo autonomamente un prodotto vendibile sul mercato? Certamente no! Quindi immaginate se può esserlo Aci Castello soltanto. Partiamo  da questa logica, altrimenti non andiamo da nessuna parte. La Riviera dei Ciclopi diventa un sottoprodotto del prodotto principale che può essere o la Sicilia o l’Etna; Mario tu sei un’autorità internazionale e io tante cose le ho apprese da te, quando per 10 anni abbiamo guidato l’APT di Catania, e allora la prima cosa da fare è quella, diceva bene il prof. Ruggero, noi dobbiamo entrare in un contesto. Non  possiamo fare miracoli se poi il contesto  non ci è complice, non ci è vicino, non condivide questa voglia di rompere l’apatia. Certo, possiamo fare micro turismo, possiamo fare quello che succede il sabato e la domenica, se vogliamo, ma stiamo attenti anche Catania ci ha tentato con i pub, ed  è nato il conflitto, fra i cittadini che alle 11 a mezzanotte volevano andare a dormire e i forestieri, i villeggianti che invece fino alle 2.00 volevano stare ad ascoltare musica, seduti nel centro storico, sulle strade attorno ai tavolini a bere una birra fresca. Allora, se noi vogliamo intanto uscire dalla situazione di difficoltà nella quale ci troviamo, dobbiamo definire il sotto prodotto Riviera dei Ciclopi. Ecco…, e dove comincia la Riviera dei Ciclopi e dove finisce, benissimo. Dopo di che cosa possiamo offrire all’interno di questo sottoprodotto, turismo culturale? Certo, turismo culturale. Turismo archeologico?  Certo, turismo archeologico. Turismo naturalistico? Certo, turismo naturalistico. Turismo enogastronomico? Turismo enogastronomico. Io mi fermerei, non andrei oltre. Il  turismo nautico, dice il prof. Ruggeri, sono d’accordo a patto che lo si riesca a coniugare con la presenza di una riserva marina, che pone inevitabilmente dei vincoli e dei limiti, e quindi dovremmo delimitare in quale parte della riviera e dello specchio d’acqua, (Voce Fuori Microfono) certo, certo, ma già di per se io ho parlato di segmento di turismo naturalistico, e pensavo alla riserva marina. Dove comincia? Può cominciare a Ognina e può finire, per esempio a Riposto la Riviera dei Ciclopi, anche se nella denominazione più comune la Riviera dei Ciclopi, è quella acese. Quanti si occupano di turismo? “ Sti cosi sana fari, qualcunu ci voli ca l’ha fari”, e qui cominciamo a perderci. I Comuni hanno l’assessorato al turismo, le Province hanno l’assessorato al turismo, Fino a dopo domani ci sarà l’APT, fino a qualche mese fa c’era l’Azienda autonoma soggiorno e turismo, la regione Siciliana si occupa di turismo, le pro-loco si occupano di turismo, il dipartimento nazionale si occupa di turismo, l’ENET si occupa di turismo. Voi immaginate, con tanti soggetti e con tanti interlocutori non si riesce mai a definire un progetto, tanto è vero che la legge sul turismo in Sicilia, la legge varata, perché la Sicilia ha potestà primaria in materia di turismo, la legge 10 non è mai partita. Non era mai accaduto, Onorevole Ioppolo, che dalla nascita del parlamento regionale venisse varata una legge e mai applicata. Mai! Il fallimento di una classe dirigente che non è stata capace di elaborare una legge utile, innanzitutto agli operatori. Una volta definito lo spazio della Riviera dei Ciclopi, noi dobbiamo capire quali sono le diseconomie, quali sono gli anelli deboli e quali sono i punti forti. Dico questo, perché il Sindaco Raimondo, si potrebbe chiamare Musumeci, Sangiorgio, dico, il sindaco di Aci Castello, da sola, sia chiaro non può avviare un progetto turistico. Occorre che i Sindaci ricadenti nelle aree della Riviera dei Ciclopi, si mettano attorno ad un tavolo. Un territorio diventa competitivo se è accessibile. L’accessibilità è internazionale. Deve essere facilmente raggiungibile, e quindi gli aerei e quindi l’aeroporto. L’aeroporto dista 25 minuti dalla Riviera dei Ciclopi, quindi un vantaggio straordinario rispetto a realtà che distano due ore, tre ore o un’ora. La rete ferroviaria trans europea passa  a due passi dalla Riviera dei Ciclopi, perché è quella che inizia dalla rete europea, scende ed arriva fino a Siracusa, l’autostrada è a due passi dalla riviera dei Ciclopi. Strutture Portuali. C’è il grande porto di Catania, uno dei più grandi del mediterraneo e c’è il Porto di Riposto che in termini turistici ha fatto passi da gigante. Quindi, l’accessibilità c’è. C’è un problema di accessibilità locale e qui il punteggio è zero, perché così come è concepita Accastello, Acireale, i borghi marinari che da soli sarebbero una rivoluzionaria offerta turistica in altre parti del mondo; dicevo ai giornalisti questa mattina che la riviera dei Ciclopi in altre parti del mondo avrebbe fatto la fortuna di migliaia di imprenditori e non avrebbe dato occupazione se non a decine di migliaia di persone. In Sicilia e in Provincia di Catania, la Riviera dei Ciclopi costringe ancora gli imprenditori a tirare la cinghia con qualche problema serio sul piano occupazionale. Allora , l’accessibilità locale, i parcheggi, le aree di sosta sono problemi con i quali dobbiamo necessariamente fare i conti e non è facile. I turisti non possono venire a piedi, i turisti devono venire con un mezzo, dove si mettono i mezzi pubblici? Questa è la città che è stata fatta negli anni 50-60 e 70, e con questa città dobbiamo fare i conti. questa è la farina e con questa farina dobbiamo fare i conti. non si scappa. Dobbiamo essere realisti. Allora, occorre immaginare un0area di parcheggio, un’area di raccolta, occorre immaginare uno spazio in cui la gente possa trovare la sosta. I bus navetta. La segnaletica turistica. La qualità dei Servizi. È mai possibile che quando parliamo di turismo guardiamo solo l’Ente pubblico e non guardiamo al privato? Siamo sicuri che di sabato sera a mezzanotte, tutti i gabinetti degli esercizi commerciali della Riviera dei Ciclopi siano puliti? Vogliamo fare una scommessa? Vogliamo andare  a fare una visita di sabato sera, a mezzanotte, su dieci gabinetti quanti ne troviamo con il sapone, con la carta, quanti ne troviamo puliti a terra, quanti ne troviamo accessibili? Non è turismo questo? La qualità del personale come la misuriamo? Come si diventa competitivi, se non sulla qualità, lo dice anche tu caro Franz, se non sulla qualità dei Servizi che si offrono. Allora, quando dobbiamo assumerci le responsabilità, dobbiamo assumerceli tutti, il privato e il pubblico, perché altrimenti non si va da nessuna parte se pensiamo solo a puntare l’indice accusatore nei confronti di qualcuno. Poi, una volta capito qual è il prodotto, dobbiamo venderlo, ma dopo, non prima, dopo. Lo vendiamo in un contesto regionale o in un contesto internazionale. Dobbiamo necessariamente  venderlo in un contesto regionale perché abbiamo appena detto che da soli la Riviera dei Ciclopi non diventa un motivo di richiamo, ed allora nella Riviera dei ciclopi va solamente chi ha già deciso di venire in Sicilia ed inserisce nei suoi 5-6-7 giorni, una puntata nella Riviera dei Ciclopi. Questo è un lavoro su cui interviene Mario Bevacqua, interviene l’operatore, interviene chi prepara il pacchetto, interviene chi lo vende, interviene chi lo pubblicizza. Non basta solamente il ruolo della Provincia. Ci vuole una regia perché se tutti parlano un linguaggio diverso, non si va da nessuna parte; una regia  attorno al quale ruotano i soggetti pubblici e i soggetti privati. Questo ruolo lo può svolgere oggi la Provincia visto che l’APT va a chiudere; Io non ero assolutamente d’accordo su questa scelta del legislatore, ma ormai  è stata  fatta. Poi, ci sono glie venti di attrazione. Io non credo agli eventi di attrazione come fenomeno turistico, Mario lo sa perché ne abbiamo parlato mille volte; io non credo che un evento di attrazione possa determinare turismo se non in casi assolutamente  rari. Io credo negli eventi di mantenimento. Cioè, il turista è già sulla Riviera dei Ciclopi, viene ai faraglioni, la mattina dopo avere fatto colazione, va alla reception e chiede – di sera c’è qualche evento in zona? E la signorina – sì, può andare ad Acicatena perché c’è un intrattenimento teatrale, oppure ad Acireale c’è l’Opera dei Pupi, a Catania, alle Ciminiere c’è uno spettacolo di musica classica…-. Questo è l’evento di intrattenimento, ma il grande evento che possa richiamare turisti nella nostra zona non solo non c’è, ma credo che neanche serva. Allora, per capirci tutti, lo dico per i non addetti ai lavori. Si chiama e determina un risultato economico, turistico, il cittadino che va a letto, almeno una notte, in una località. Chi viene la mattina per andare via la sera non è turista. È forestiero. Secondo la regola, se c’è una branda c’è turismo, ma se la branda c’è e resta vuota non è turismo. Prima di concludere voglio toccare un argomento che è tanto caro al mio amico Franz. Noi, quando parliamo di turismo, continuiamo a dire in Sicilia – ci vogliono gli alberghi-. Basta! Basta alberghi, e lo dice un uomo che per la sua funzione istituzionale si è battuto in dieci anni affinché in Provincia di Catania si realizzassero nuovi posti letto, alberghieri ed extra alberghieri. Basta! Sull’extra alberghiero sarei più prudente perché serve a coprire aree ancora vuote e quindi lì sarei d’accordo, ma non è possibile continuare a fare alberghi non per fare gli imprenditori, ma per utilizzare i fondi dell’Unione europea, per speculare. Non è possibile! Lucrare sui fondi europei e dopo due o tre anni si legge su internet &lt; si vende albergo&gt;. Non è possibile! Non abbiamo più bisogno di posti letto in Sicilia, o meglio, non ne abbiamo più bisogno in alcune aree e l’area più affollata, come sapete, è proprio questa acese, in rapporto alla popolazione. C’è bisogno di riempire gli alberghi che abbiamo, e lo diceva il Presidente della Provincia; non è possibile che un imprenditore a fine anno deve restare con un albergo che viene utilizzato per il 25-30%. Non è possibile! Oggi, domenica, ci sono alberghi di 100 posti letto…., ne sono utilizzati 10-12-15. Capite cosa voglio dire io? I costi di gestione sono analoghi, ma la stanza rimane deserta, vuota e una stanza matrimoniale di un albergo a 4 stelle viene venduta a 50 euro a Catania, va detto questo, cioè, l’albergo pur di non tenerla chiusa la vende a 50 euro, quando in tempi normali cista 120-130 euro. Vi rendete conto dove stiamo vivendo? Allora, occorre che il denaro pubblico sia orientato verso aree dove l’offerta dei Servizi è carente. Mi si può dire che un imprenditore è libero di investire dove vuole…, certo!, ovunque se lo fa con i propri soldi, ma con il denaro pubblico No. Il legislatore e chi governa deve orientare gli incentivi laddove il territorio ha necessità. Questa è la nostra posizione. Infine, occorre il coinvolgimento dei locali. Se non c’è coinvolgimento dei locali non si realizza un progetto…, la complicità, l’intesa…; Il Sindaco di Aci Castello o di Acireale o di Catania, quando Catania avrà un Sindaco, dovranno fare i conti  con la gente del luogo, altrimenti se ce li hai ostili non vai da nessuna parte. Il Sindaco di Aci Castello non può fare ogni giorno la guerra con i propri concittadini che sono preoccupati perché non hanno più pace a casa loro e, sono quelli che pagano la spazzatura, pagano le tasse, che pagano il passo carrabile e poi si trovano le macchine davanti alla porta…! Allora, la complicità della gente. Diceva con parole eleganti il Prof. Ruggero, “la sostenibilità di un territorio”. La comunità , la identità di un territorio deve essere consapevole di questo progetto. Sindaco, cosa vogliamo fare di Aci Castello un centro turistico? Bene. Allora, ci vuole la complicità di tutti, ad iniziare dalla gente che abita nel centro storico che poi è quella  che più subisce la presenza del forestiero. Utilizzare gli operatori del luogo, non solo quelli commerciali che devono sentirsi stimolati, ma devono anche sentire il fiato della gente e dell’Amministrazione pubblica sulla nuca; i controlli nei Servizi, nel personale, nella cucina, deve essere costante perché sul terreno della qualità ci giochiamo la partita visto che la competizione è assolutamente spregiudicata, ma, anche la complicità dei pescatori che in questa città hanno fatto la storia millenaria. Allora, vogliamo chiamare i pescatori attorno ad un tavolo, quei pochi che restano ormai, li vogliamo chiamare  a diventare coo-protagonisti di questo processo? Il pescatore che porta il turista in giro, lungo la costa. Il pescatore che diventa operatore turistico al tempo stesso e quindi la integrazione del reddito quando è costretto al fermo biologico, e quindi la possibilità di potere integrare e il turismo diventa almeno elemento complementare, se non prioritario. Ecco qual è la grande impresa. Per fare tutto questo non ci vogliono assolutamente miracoli, né abbiamo fatto miracoli. Mario Bevacqua diceva &lt; cosa abbiamo fatto lui, io l’on. Ioppolo e gli altri che eravamo alla Provincia?&gt;. Abbiamo fatto quello che potevamo fare. Manvacano i posti letto allora, ed abbiamo istituito Paese Albergo, è stato ricordato dal Sindaco Oliveti. Paese albergo. Cosa significa? Tu hai una casa vicino il mare? La vuoi trasformare in attività ricettiva, in piccolo albergo? Due o tre stanze…, fai fare un progetto, presentalo alla Provincia, la metà dei soldi la metti tu e l’altra metà la mettiamo noi. Caro Franz, abbiamo ottenuto oltre 1.500 posti letto extra alberghieri in Provincia di Catania. Abbiamo speso 6 miliardi di lire nel bilancio, quando ero Presidente della Provincia, incentivando, questo sì, soprattutto quelle aree che ne erano sprovviste, perché l’extra alberghiero deve quanto meno compensare la mancanza delle strutture alberghiere. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo formato i giovani, i giovani di sala…, perché quando si porta il brodo il pollice non si mette dentro il brodo, abbiamo formato i giovani perché d’estate quando si serve nei tavoli il cameriere prima di uscire dalla cucina deve asciugarsi il sudore che non deve cadere nel piatto; abbiamo preparato i giovani perché alla reception devono sapere  che tipo di contatto devono avere al telefono con il potenziale turista ed abbiamo creato in Provincia di Catania 4 scuole alberghiere, quando ero Presidente della Provincia, attrezzate tutte, laboratori, cucina, ed oggi lavorano assolutamente bene. Abbiamo creato una rete museale perché il turismo culturale è quello in crescita, in Sicilia soprattutto, per quello che madre natura cui ha lasciato, per quello che ci hanno lasciato i nostri avi e per quello che noi possiamo fare. A Catania abbiamo il più grande museo storico d’Europa, dopo quello di Londra; il Museo dello Sbarco in Sicilia, alle Ciminiere, ma non è conosciuto. È esteso per 3150 mq. e per girarlo ci vogliono due ore. Il Museo del Cinema, alle Ciminiere, affidato a Francois Confinot, lo stesso che ha progettato il Museo del Cinema della Mole Antonelliana a Torino. Abbiamo creato la rete museale con i musei a Nicolosi, con i musei a Raddusa, con i musei a Caltagirone, con il Museo d’arte sacra ad Acireale, con il museo d’arte sacra diocesano a Catania. Abbiamo creato gli eventi di richiamo, il materiale promo pubblicitario in ogni segmento del territorio, c’era anche quello del lungomare all’APT; ed anche a Cortina D’Ampezzo questo anno c’è crisi. La stazione non è affollata come gli anni passati. Lo sarà subito dopo capodanno. Noi abbiamo la fortuna di avere il medico di Cortina d’Ampezzo che è il Segretario della nostra sezione di Aci S.Antonio, il dr. Cosentino, il quale diventa un nostro riferimento costante, e lui diceva che anche quella storica località di turismo invernale ed estivo, quest’anno subisce i colpi della crisi. Concludo dicendo che non abbiamo bilancio di inseguire i miracoli. Anche le strade più lunghe cominciano con un piccolo passo. Qui è la sfida che rivolgiamo al Sindaco di Aci Castello. Mettetevi insieme, 3- 4 -5 Sindaci, vedetevi subito dopo Capodanno ed iniziate a verificare che cosa si può fare per determinare questo prodotto Riviera dei Ciclopi che diventerà un sottoprodotto in un contesto regionale. Cercate di fare una ricognizione degli attori locali, quanti sono, chi sono, quali campeggi…, e poi elaboriamo un progetto di rilancio. A te servirà probabilmente per la campagna elettorale, ma  ai cittadini castellesi servirà perché  sapranno godere dei benefici di una città che esce da una obiettiva condizione di difficoltà. Aci Castello non è una città turistica, è una città che vive di terziario, è una città commerciale che assorbe solamente  per luogo di residenza una larga fascia della borghesia catanese, ma può diventare una città turistica. Acireale può diventare una città turistica, Riposto può diventare una città turistica, Acicatena può diventare una città turistica, e mi soffermo solamente alle realtà che mi sembrano assolutamente più interessanti, senza andare nell’entroterra. Elaboriamo un progetto, iniziamo dalle cose più piccole e decidiamo insieme quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Sotto questo aspetto, per quanto mi riguarda, da Deputato europeo, ma da cittadino e da figlio di questa terra, tu sai cara Silvia, lo sanno gli operatori e gli amici che sono qui, che io non posso che essere disponibile affinché questi incontri non diventino occasione per vederci e stare insieme, ma diventino occasione per trasformare finalmente le parole e le idee in azione, in una terra dove di parole si può anche morire. Grazie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Interviene il dr. Enzo D’Agata – Consigliere Provincia Regionale di Catania : Io vi ringrazio per la pazienza, è durato tanto e quindi si vede che era interessante. Adesso, a nome del gruppo vi invito nell’altro lato dell’albergo perché offriremo un piccolo rinfresco  e do appuntamento al Sindaco, faremo da coordinatori, per fissare un incontro con i Sindaci. Grazie.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enzodagata.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enzodagata.wordpress.com/11/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=11&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Emergenza lavoro a Catania: qualche proposta su come uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorno 8 aprile si è tenuto un Consiglio Provinciale straordinario sull&#8217;emergenza lavoro a Catania. Ho fatto un intervento che credo possa offrire qualche utile spunto di riflessione. Lo riporto qui di seguito. Buona lettura. Signor Presidente, oggi affrontiamo una problematica come quella inerente il lavoro già più volte in quest&#8217;aula oggetto di studio e di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=7&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>Giorno 8 aprile si è tenuto un Consiglio Provinciale straordinario sull&#8217;emergenza lavoro a Catania. Ho fatto un intervento che credo possa offrire qualche utile spunto di riflessione. Lo riporto qui di seguito. Buona lettura.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Signor Presidente, oggi affrontiamo una problematica come quella inerente il lavoro già più volte in quest&#8217;aula oggetto di studio e di analisi, perché oggi la crisi occupazionale è davvero il problema dei problemi nella nostra società. Viviamo infatti un frangente senza precedenti e non possiamo permetterci di non affrontare seriamente il problema<span id="more-7"></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Francamente, oggi mi aspettavo che fossimo realmente attori in quest&#8217;aula, magari per discutere un qualche documento stilato da economisti, sociologi, sindacalisti, con l&#8217;ausilio delle parti sociali ed imprenditoriali. Magari per tentare di rinvenire soluzioni concrete.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma in realtà non abbiamo niente di nuovo da dire, non abbiamo dati statistici, nulla di preciso o di concreto. Sappiamo che si stanno quotidianamente perdendo posti di lavoro. Solo questo. Lo avvertiamo. Innanzitutto perché incontriamo gente che cerca lavoro e a cui non sappiamo e non possiamo dare risposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, davvero mi sembra che manchi una strategia complessiva in Consiglio. Perché la soluzione, sia chiaro, non può essere la cassa integrazione, che è solo un &#8220;tampone&#8221; momentaneo, utile per lenire la sofferenza del momento, ma che non incide sul domani, né riguarda il dramma dei tanti altri che disoccupati lo sono da tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi bisogna pensare in maniera diversa, spendere quanto più possibile delle proprie forze, economiche e mentali, per creare vere occasioni di sviluppo per questa terra che di potenzialità ne ha tante, purtroppo sempre nel tempo inespresse.</p>
<p style="text-align:justify;">Permettetemi di leggere alcuni brani di un libro del 2002 di un attento osservatore dei fatti del mondo, il giornalista di Avvenire Maurizio Blondet, che già nel 2002 anticipava in un suo saggio quello che oggi stiamo vivendo:</p>
<p style="text-align:justify;">«Il capitalismo trionfante e globale sta raggiungendo la sua razionalizzazione estrema che consiste in questo: retribuire sempre più il capitale retribuendo sempre meno il lavoro. Il fenomeno è di portata storica: non emigrano gli uomini, ma i posti di lavoro. Centinaia di migliaia di posti vengono risucchiati da Cina e India; non sono solo lavori non qualificati, meno pagati, che laggiù costano ancora meno; sono posti ad alta qualificazione e contenuto tecnico, perché nel corpo del terzo mondo indo-cinese esiste un primo mondo (che si contenta però di paghe da terzo mondo) di laureati con invidiabile livello tecnico, alta qualità di educazione e saperi moderni. Ma così facendo il capitalismo si dirige verso il proprio suicidio: poiché i lavoratori con potere d&#8217;acquisto calante diventano sempre meno capaci di acquistare le merci che il capitalismo produce in volumi sempre maggiori».</p>
<p style="text-align:justify;">Nella pratica, proprio quello che stiamo vivendo in questi giorni in America, in Europa, in Italia, a Catania.</p>
<p style="text-align:justify;">Quali soluzioni, dunque? Successivamente alla crisi del 1929, il Governo italiano dell&#8217;epoca applicò una serie di politiche keynesiane con l&#8217;intervento forte dello Stato in economia ed un ampio programma di lavori pubblici. Nacque l&#8217;Iri (Istituto Ricostruzione Industriale) e vennero inaugurate quelle partecipazioni statali che condussero al cosiddetto miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta.</p>
<p style="text-align:justify;">È ovvio che i tempi sono cambiati. Vi sono ormai tante teorie economiche che cercano di spiegare il mondo meglio di quella di Keynes e non è il Consiglio Provinciale di Catania la sede più adatta per parlare dei massimi sistemi macroeconomici, ma vi assicuro che esistono delle altre teorie, tutte italiane, che è il caso di tenere in considerazione in questa fase storica. Quelle dell&#8217;economista abruzzese Giacinto Auriti sul signoraggio bancario, ad esempio, che sono applicabili anche a livello provinciale. O altre teorie come quella sulla cosiddetta moneta complementare.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma, stringendo ancor più nel concreto il nostro discorso, a Catania è certo possibile pubblicizzare meglio di come non si faccia ora la nostra produzione locale, affinché le aziende etnee vendano evitando di entrare ulteriormente in crisi.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo in una economia globalizzata, siamo all&#8217;interno della Comunità europea e non sono quindi applicabili protezionismi, dazi o barriere doganali. Giocoforza possiamo solo pubblicizzare al massimo i nostri prodotti, magari spendendo alla bisogna i fondi dell&#8217;Obiettivo 1 dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché non è affatto ammissibile che i politici litighino tra di loro sempre e comunque e mettendo in crisi una intera Regione e non sfruttando risorse che giacciono inutilizzate.</p>
<p style="text-align:justify;">Stiamo per veder scadere l&#8217;Obiettivo 1, non si stanno spendendo i soldi a disposizione e conseguentemente stiamo perdendo preziose opportunità, bruciando ancora una volta anche le immense potenzialità turistiche della nostra terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, grazie alle classiche liti di potere restiamo come sempre fermi al palo. Sia chiaro, non mi riferisco a nessuno in particolare, ma a tutti i protagonisti della vita politica regionale. Bisogna smetterla di farsi reciprocamente la guerra per questioni di potere e dare risposte serie ai nostri concittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">Ringrazio infine il consigliere Antonio Tomarchio per avere ricordato che in questa aula è stata votata all&#8217;unanimità una risoluzione sulla Sat in cui si proponeva una soluzione nuova ed originale a seguito all&#8217;applicazione dell&#8217;art. 46 della Costituzione sulla cogestione delle imprese e la partecipazione agli utili.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si tratta a mio avviso di teorie economiche superate, ma credo siano ancora attualissime. Con esse James Meade nel 1979 vinse un Premio Nobel per l&#8217;Economia e ne scrisse ancora dopo nel saggio <em>Agatatophia</em>, che consiglio a tutti di leggere. È un po&#8217; l&#8217;utopia di Tommaso Moro attualizzata.<br />
Anche Martin Weitzman, candidato al Nobel sul finire degli Anni Ottanta, proponeva teorie sulla cogestione per uscire fuori dalla crisi di stagflazione, inflazione e disoccupazione di quegli anni. Ovvero del momento che viviamo oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi ringrazio dell&#8217;attenzione e vi esorto tutti alla concretezza. Occorre dare risposte ai nostri concittadini, perché il momento è veramente grave.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi abbiamo avuto la visita cordiale e simpatica di alcuni lavoratori. Domani potremmo doverci confrontare con ben altro tipo di disagio, con la disperazione di chi non riesce a sfamare la propria famiglia. E sarà un problema ben diverso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enzodagata.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enzodagata.wordpress.com/7/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=7&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Eccoci qua &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 08:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo D'Agata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allora, che cosa scrivere in un blog di news ed analisi politiche per presentarsi? Cominciamo con il dire che ho 45 anni, che sono sposato e che ho 2 splendidi figli. All&#8217;università ho studiato Scienze Politiche, laureandomi in Storia dei partiti e dei movimenti politici. Dopo la laurea ho insegnato Sociologia, Economia e Diritto, assecondando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=1&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Allora, che cosa scrivere in un blog di news ed analisi politiche per presentarsi? Cominciamo con il dire che ho 45 anni, che sono sposato e che ho 2 splendidi figli. All&#8217;università ho studiato Scienze Politiche, laureandomi in Storia dei partiti e dei movimenti politici.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo la laurea ho insegnato Sociologia, Economia e Diritto, assecondando per un po&#8217; l&#8217;amore per la ricerca storica, una delle mie maggiori passioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Per un certo periodo della mia vita ho anche fatto il militare, congedandomi con il grado di capitano del glorioso corpo dei Bersaglieri.</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto al &#8220;virus&#8221; della politica, quello è stato &#8220;contratto&#8221; in età giovanile. Nel 1994 sono stato eletto consigliere comunale (nonché, subito dopo, presidente del Consiglio) ad Aci Sant&#8217;Antonio (il più votato nella lista dell&#8217;allora Polo della Libertà). Nel 1998 mi sono candidato a sindaco, sempre Ad Aci Sant&#8217;Antonio, e nel 2008 al Consiglio Provinciale di Catania, venendo eletto.</p>
<p style="text-align:justify;">Al momento, sono il capogruppo della lista &#8220;Con Nello Musumeci per la Provincia&#8221; in quel di Palazzo dei Minoriti. Con gli altri amici del gruppo, cerchiamo di rimettere al centro della politica valori come la passione civile e l&#8217;impegno sociale per un concreto miglioramento della vita dei cittadini etnei.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_17" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-17" title="enzo_dagata1_piano_americano" src="http://enzodagata.files.wordpress.com/2009/03/enzo_dagata1_piano_americano.jpg?w=450&#038;h=665" alt="Enzo D'Agata" width="450" height="665" /><p class="wp-caption-text">Enzo D&#39;Agata</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enzodagata.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enzodagata.wordpress.com/1/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enzodagata.wordpress.com&amp;blog=7018804&amp;post=1&amp;subd=enzodagata&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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